World League di pallavolo a Firenze. Grassi e Verdi dalla parte delle donne iraniane.

Diritti donne iraniane, Verdi e Grassi: “In occasione della World League di pallavolo si condanni il divieto imposto alle donne iraniane di non poter accedere agli impianti dove si svolgono le manifestazioni sportive.”

Sostegno al presidio di oggi davanti al Mandela Forum contro la posizione assunta dal Governo dell’Iran
“Il Comune di Firenze e la città intera in occasione della World League di pallavolo che si sta svolgendo in queste ore al Mandela Forum condanni il divieto imposto alle donne iraniane di non poter accedere  nel loro Paese agli impianti dove si svolgono le manifestazioni sportive.” – affermano la VicePresidente del Consiglio comunale, Donella Verdi, che stamani ha accompagnato una delegazione dell’Associazione Neda Day all’incontro avvenuto con la Presidente del Consiglio Caterina Biti e l’Assessore allo Sport, Andrea Vannucci e il Capogruppo di Firenze a sinistra con Sinistra Ecologia Libertà, Firenze a sinistra e Rifondazione comunista, Tommaso Grassi.
“Per dimostrare il nostro sostegno alla richiesta avanzata dall’Associazione di condannare l’atteggiamento del Governo iraniano da parte del Comune che ospita la manifestazione sportiva e di chiedere alle squadre impegnate nella competizione sportiva di scendere in campo con una fascia o comunque una scritta sul braccio che ribadisse la parità di diritti tra donne e uomini, oggi abbiamo partecipato al presidio davanti al Mandela Forum. Insieme a noi oltre che a molte donne iraniane, anche l’Assessora Cellini del Comune di Bagno a Ripoli e alla protesta si sono uniti anche spettatori e spettatrici che hanno condiviso la protesta.”
“Domani in Consiglio comunale presenteremo una domanda d’attualità perchè il Comune prenda una posizione chiara e netta di condanna verso l’imposizione del divieto di assistere da parte delle donne iraniane alle competizioni sportive: riteniamo inaccettabile quando disposto dal Governo e pensare anche solo che la libertà personale delle donne possa essere in qualche modo limitata fino ad arrivare a pene quali la reclusione in carcere, oltre alla violenza psicologica e al dover subire la negazione dei più basilari diritti civili.”

Pubblicato giovedì, 17 Luglio 2014 alle 12:15