via forlanini

Vendita Sede Pd, Grassi, Trombi e Verdi: “Fu costruita in deroga ai piani urbanistici. Speculazione Pd?”

“Non si cambi la destinazione per ripianare i conti. Il Pd non creda di poter cambiare le carte a suo piacimento.”
 
 
“Il PD vende la sede di Via Forlanini per ripianare i debiti: non ci interessano affatto le vicende interne e i problemi contabili del partito, ma sicuramente visto che quella sede fu costruita con una deroga del Consiglio Comunale per interesse pubblico, la discussione che leggiamo sui giornali ci appare completamente distante dalla realtà. La sede infatti fu costruita in base ad una delibera del Comune che concedeva al Circolo Arci, prima dei volumi zero che hanno reso famoso Renzi, di realizzare un “nuovo edificio di quattro unità immobiliari destinato ad attività sociali di interesse comune, demolizione e ricostruzione dell’edificio esistente destinato a Pizzeria e la realizzazione della nuova sede dei Democratici di Sinistra”, così recitava la delibera imponendo nella convenzione, sottoscritta dalle parti per assicurare l’interesse pubblico, a non variare l’uso di destinazione degli immobili che devono rimanere attrezzature private di interesse pubblico.”
 
“Fu quindi costruita in deroga ai piani urbanistici, aumentandone la superficie e con vincoli assolutamente chiari imposti da un atto del Consiglio Comunale. Adesso, se verrà venduta, siano applicati i volumi zero di Renzi, si demolisca quel che si è costruito in più rispetto a prima, altrimenti sarà una speculazione targata PD: si costruisce in deroga un edificio per funzioni di interesse pubblico e poi lo si trasforma in uno senza vincoli, aumentandone assai il valore commerciale. Cambiare la destinazione d’uso dell’edificio per ripianare i conti del partito sarebbe una spregiudicata mossa imprenditoriale, ma non ci sembra neppure lontanamente di interesse pubblico: il PD non creda di poter cambiare le carte a suo piacimento perché è al governo della Città.”
 
“Ci farebbe quasi sorridere leggere che il PD sia costretto a vendere la propria sede perché non c’è più il finanziamento pubblico ai partiti, ma invece è l’ennesima riprova di una politica che si allontana dai territori e dalla gente per rifugiarsi in spazi reali sempre più stretti, perdendo il rapporto con la popolazione: certo, questo discorso non vale solo purtroppo per il PD. Mai i Democratici di Sinistra, che quella sede l’hanno costruita, si sarebbero anche solo lontanamente immaginati di trovarsi a venderla a breve, perchè quella doveva diventare, nelle speranze di Meme Auzzi, allora segretario metropolitano dei DS, uno spazio aperto e condiviso anche con il territorio: cosa che non è avvenuta per la trasformazione transgenica di un partito che di sinistra non ha più neppure la gestione politica degli spazi, tutto impegnato solo nel far quadrare i conti economici.”

Pubblicato mercoledì, 17 Agosto 2016 alle 17:38