Unificazione in Toscana di tutte le società della gestione dell’acqua. Come aiutare il privato a comandare più di adesso.

Acqua, Grassi: “Questa privatizzazione mascherata non s’ha da fare”

“Nessun rispetto per i cittadini che hanno votato al referendum”

Dopo la notizia apparsa sui giornali riguardo al lavoro che tecnici, manager e politici hanno ipotizzato per la realizzazione di una società regionale unica deputata alla gestione del servizio idrico, in cui confluirebbero Publiacqua S.p.a, Acque S.p.a e Acquedotto del Fiora.
“Siamo molto allarmati – afferma Tommaso Grassi capogruppo di Firenze riparte a sinistra con Sel, Fas e Prc – le tiepide rassicurazioni, che lunedì scorso, dell’assessore Perra non ci convincono.

“Perché far confluire Publiacqua, già in parte privatizzata, in un contenitore più grande? Ogni Comune varrà meno – continua Grassi – il potere in questa newco toscana sarebbe in mano ad Acea S.p.a., che avrebbe la maggioranza azionaria. Si rafforzerebbe ancora più di quello che ha oggi. Senza pensare all’influenza sulle scelte strategiche. Questa privatizzazione mascherata non s’ha da fare. Un’operazione come questa è irrispettosa nei confronti di tutte e tutti quei cittadini che hanno votato al referendum per la ripubblicizzazione del servizio idrico”.

“La scelta – continua Grassi – tra affidare la gestione del servizio idrico integrato ad una società interamente pubblica o invece ad una società partecipata da un socio privato, è esclusivamente dei sindaci, riuniti nell’autorità d’ambito. Non dipende da una presunta normativa superiore che ogniqualvolta si devono compiere scelte di questo tipo riemerge quasi magicamente per motivare la scelta di fronte all’opinione pubblica. Si tratta di manovre economiche e finanziarie, qualcuno vorrebbe farle passare come imposte dalla libera concorrenza, dalla crisi degli enti locali e dalla necessità di fare investimenti con capitali privati. Si tratta invece di favorire il massimo guadagno. Si vede che non è più sufficiente la presenza di Acea, con percentuali societarie del 40% e del 45% e che possa contare su una delega piena nella politica industriale delle aziende e su tariffe, ricomprendenti la remunerazione del capitale al 7%, fra le più alte d’Italia”.

“Si abbia almeno il coraggio di ammettere – conclude Grassi – che il gestore unico privato per il servizio idrico toscano è l’ultimo tassello di un percorso avviato ormai da anni. Sulla spinta di un liberismo, ideologico ed estremo, che non tiene conto della diversa scelta espressa dai cittadini con il referendum. L’assessore Perra si è impegnato a comunicare al Consiglio comunale qualsiasi novità in materia e non possiamo che augurarci che questo progetto di cui si è parlato tanto sia stato già riposto in un cassetto. O meglio ancora, definitivamente archiviato. Se non fosse così siamo certo pronti a intraprendere una battaglia a livello regionale contro questa scellerata e antidemocratica strada”.

Pubblicato sabato, 25 Ottobre 2014 alle 18:26