Trombi, Grassi e Verdi: “Il vero obiettivo del programma culturale di Nardella non sono i fiorentini, ma i turisti”

Una bocciatura sonora, da parte del gruppo Firenze Riparte a Sinistra, dell’idea di Cultura che il Sindaco ha presentato oggi in Consiglio Comunale.
“Un discorso che drammaticamente rappresenta le difficoltà di questa Giunta, fra tensioni ideali e capacità reali: nonostante gli svariati tentativi di puntare sul futuro, sulla produzione locale, il primo cittadino è finito poi ineluttabilmente scivolando sulla solita zuppa, condita con i soliti aggettivi superlativi. E dunque la cultura come valorizzazione del nostro passato, su cui il discorso costantemente va a ricadere; la cultura come grandi contenitori per grandi eventi con grandi artisti, tante allusioni alla produzione locale, ai giovani, supportate però nella realtà da poche briciole nei bilanci. La cultura, in definitiva, come prodotto da consumare.”
“Gli interventi che sembrano vertere verso la città, sono poi di una pochezza imbarazzante: il Sindaco lanciò un piano per le periferie nel programma di mandato, oggi riparla delle periferie e del ruolo della cultura nella loro rivitalizzazione, e menziona il camper itinerante. Probabilmente senza rendersi conto. Anche il permettere ai fiorentini l’ingresso gratuito ai musei una sola sera la settimana suona come una fastidiosa elemosina, o l’ennesima pedonalizzazione senza un vero collegamento che permetta a chi vive fuori dal centro di poter arrivare serenamente, o i proclami sulla musica dal vivo, per ora tutto sulla carta, tutto questo rende purtroppo bene l’idea della considerazione di cui godono i nostri cittadini, terzi incomodi nell’idilliaco binomio turista-cultura. Un ulteriore, triste, esempio è la menzione al patrimonio scientifico della città, la stessa in cui uno sciagurato master plan prevede un ampliamento dell’aeroporto che metterà a rischio gran parte del nostro polo scientifico attuale, oppure il trattamento riservato al Maggio ed ai suoi lavoratori, con la riduzione dello stipendio, la maggior precarizzazione, le chiamate individuali per la buonuscita, e il terrificante silenzio sul corpo di ballo, per il quale il piano di risanamento prevederebbe 350 mila euro, e che invece si è deciso di chiudere.”
“L’idea è quella dell’arte come prodotto di consumo, che come tale deve essere governata, incapsulata, inscatolata secondo logiche ferree, dalla produzione fino alla commercializzazione. Peccato che l’arte, per quanto abbisogni di fondi, di spazi e di condizioni favorevoli per potersi esprimere e sviluppare, nasca per definizione come una forma di espressione creativa, un qualcosa che si diffonde e cresce laddove trova terreno fertile: spazi, fondi, ma sopratutto libertà. E la libertà si declina in questo senso nella possibilità di trovare le condizioni ideali, culturali, sociali, fisiche, diffuse, eclettiche ove potersi esprimere in maniera creativa, non incanalata.”
“Non è un caso che, circa i flussi turistici, il Sindaco non parli di essere maggiormente selettivi, di educare i turisti, di essere protagonisti della costruzione del modo di fare turismo in città, come dovrebbe essere naturale in presenza di un patrimonio che non teme confronti sulla scena mondiale come quello fiorentino.”
“Un appello, infine, perché il memoriale lanciato dal Sindaco, con la sezione contro tutti i totalitarismi, non vada ad alimentare il calderone entro cui si diluiscono le nostre responsabilità come nazione che ha conosciuto il fascismo: si dedichi una parte specifica, corposa e impietosa nei confronti del nostro passato fascista, in cui i crimini del regime di cui siamo stati come italiani responsabili vengano ricordati. I crimini nei confronti delle popolazioni della Cirenaica, dell’Etiopia e dell’Eritrea, della Croazia e della Slovenia. Non per salvare altri regimi totalitari, cui va la nostra completa avversione, quanto per cogliere l’opportunità, una volta tanto, di fare i conti con il nostro passato.”

Pubblicato lunedì, 20 Luglio 2015 alle 18:20