Trombi (FRS): “Un bilancio squisitamente di destra e succube di Roma” – “Ci sono dei servizi che non possono e non devono essere esternalizzati”

“Sono rimasto sgomento di fronte alle affermazioni del sindaco – afferma il consigliere Trombi di Firenze Riparte a Sinistra – che definisce “di sinistra” l’operato dell’amministrazione, e ancor di più per l’entusiasmo del primo cittadino e della maggioranza di fronte ai tagli attuati dal governo, visto l’orgasmo di aggettivazioni superlative di cui il sindaco ci ha fatto partecipi nel raccontarci come la giunta si adopererà perché, per l’ennesima volta, i dettami di Roma vengano applicati con scrupolo nella nostra città”.
“Noi non abbiamo alcuna intenzione di essere i primi ad aprire la strada a pericolosi tentativi di privatizzare la pubblica istruzione” prosegue Trombi. “A noi non sembra di sinistra mettere i comuni nelle condizioni di poter svendere il proprio patrimonio, e tantomeno farlo appena se ne ha la possibilità; non ci sembra di sinistra dare a comuni come il nostro, desiderosi di farlo, una scusa per privatizzare servizi essenziali, come la scuola dell’infanzia; non ci sembra di sinistra tagliare le tasse a tutti in maniera indiscriminata – ci sembra invece una grave ingiustizia; non ci sembra di sinistra permettere che chi vince gli appalti sfrutti poi i lavoratori e le lavoratrici, usi i turni di lavoro come forma di mobbing e di pressione, abbassi la qualità dei servizi erogati, specie se si parla di cultura e istruzione – con il tacito assenso del Comune; non ci sembra di sinistra promuovere grandi opere che poi, sempre, finiscono per produrre malaffare e disastri ambientali”.
“Io contesto la ricetta, che il sindaco rivendica come “di sinistra”, per cui un comune che esternalizza, se coinvolge i privati nel suo disegno, allora sarebbe un comune di sinistra. Anzitutto ci sono dei servizi che non possono e non devono essere esternalizzati, perché è giusto che nessuno possa lucrarci sopra in alcun modo, perché sono servizi essenziali che abbiamo il dovere non solo di garantire – cosa di cui l’amministrazione si accontenta evidentemente – ma anche e soprattutto che devono essere di qualità, coerenti, organizzati in modo globale; che devono garantire la dignità e la professionalità di chi ci lavora, e garantire anche chi di questi servizi fa uso”.
“Per altro abbiamo già visto il modo con cui questa amministrazione gestisce i rapporti con il privato, basti pensare ai lavoratori e alle lavoratrici delle biblioteche: a noi sembra che l’amministrazione, una volta levatosi il pensiero, lasci tutto in mano ai privati, senza controlli seri, senza preoccuparsi dei lavoratori, senza preoccuparsi della qualità dei servizi…Quando non si assumono atteggiamenti accomodanti nei confronti di chi vuole investire a Firenze. Un comune di sinistra a nostro avviso pone ai privati paletti che non possono essere elusi, detta regole chiare e stringenti dal punto di vista ambientale, del mercato del lavoro, della qualità. Ricordiamo tutti la bella trovata di una nota catena, presentata come l’imprenditoria illuminata dal terzo millennio, che cercò di far firmare un infame documento ai propri lavoratori in perfetto stile fine milleottocento: è questo il modo con cui si trattano i privati vicini all’amministrazione? Dà bene la dimensione di quanto sia considerata autorevole e di sinistra la nostra amministrazione, se un’azienda pensa di potersi permettere di azzardare simili schifezze”.
“Sulla scuola, noi non siamo d’accordo con l’annuncio spot “noi non chiuderemo una sezione, nemmeno una classe”, è un annuncio puramente quantitativo, non c’è alcun riferimento alla qualità, ai lavoratori, ai nostri figli. E non ci raccontino che non ci sono alternative: sicuramente da soli non sono stati capaci di trovarle, ma ci sono eccome. Per noi il punto è “noi non solo non chiuderemo una classe, ma quella classe avrà la dignità di tutte le altre, con due insegnanti, inquadrati, pagati e riconosciuti come tali, non con un insegnante al mattino e il pomeriggio chissà quale educatore di chissà quale cooperativa con chissà quale programma”. Conclude Trombi.

Pubblicato lunedì, 30 Marzo 2015 alle 11:11