Tommaso Grassi
Scuolabus

Trombi (FraS) “Comune impedisce giustamente l’accesso dei mezzi inquinanti alla Ztl. E ai propri invece?”

“L’attenzione che questa amministrazione riserva all’inquinamento ed alla salute è drammaticamente bassa”

Queste le dichiarazioni del consigliere di Firenze riparte a sinistra Giacomo Trombi

“L’assessora Bettini annuncia la chiusura della ZTL agli euro 2 diesel ed euro 1 a benzina, provvedimento che noi avremmo voluto ben più restrittivo, ma non ha idea di quale sarà l’impatto sul parco veicolare del comune – scuolabus compresi, né tantomeno sui mezzi di altri comuni. Eppure ogni giorno, per fare un esempio, scolaresche provenienti da scuole di ogni ordine e grado, fiorentine o della città metropolitana, vengono in centro perché i nostri studenti possano conoscere il nostro patrimonio culturale ed artistico o partecipare ad attività didattiche. Ogni giorno i dipendenti comunali devono entrare ed uscire dalla ZTL con mezzi del comune per svolgere le loro attività: cosa succederà? Il Comune – o quantomeno l’assessora Bettini – non lo sa.

Già nel 2016 avevamo sottoposto il problema: all’epoca quasi la metà degli scuolabus del Comune di Firenze (13 su 28) non sarebbero potuti entrare in centro con il provvedimento che si sta per varare, e il parco veicolare comunale era in condizioni ancora peggiori. Ci saremmo aspettati che, anche grazie a quella sollecitazione, fossero stati acquistati nuovi mezzi, o modificati quelli esistenti per ridurne le emissioni (dando anche il buon esempio, peraltro), o quantomeno fosse stata impostata una strategia per affrontare queste problematiche: nulla, in aula l’assessora Bettini non ha saputo (o voluto) rispondere nulla. Anzi, peggio: ha detto che sarebbe bene fare una richiesta di accesso agli atti perché abbiamo chiesto molti dati (3 numeri in tutto, N.B.), senza fornire alcuna risposta, né tecnica né politica alle domande. Avvilente, perché o l’assessora non sa – ed era stata avvisata per tempo, o peggio sa e preferisce non rispondere.

Troviamo inoltre deprimente questo modus operandi perché mette in evidenza la scarsissima attenzione che il Comune dedica alle problematiche ambientali: non nei proclami, ma nell’applicazione dei provvedimenti e nella volontà di renderli funzionali, efficienti, e soprattutto non deleteri per la cittadinanza. Il rischio vero, infatti, è non solo rendere difficile il lavoro dei dipendenti comunali nella logistica dei propri spostamenti, ma ancor peggio far passare l’idea che il rispetto dell’ambiente e la riduzione dell’inquinamento comportino disagi e difficoltà, quando invece il problema in questo caso è la scarsa cura dell’amministrazione comunale”.

Pubblicato lunedì, 8 ottobre 2018 alle 15:49

Iscriviti alla Newsletter