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Grassi e Trombi: “Parte della tassa di soggiorno alla Regione, la ‘destinazione’ incrina i rapporti tra il Pd di Firenze e i piani alti. Il Comune dice no”

Con una presa di posizione sorprendentemente autonoma, ma corroborata – a detta dell’Assessore Perra – dall’ANCI tutta, il Comune di Firenze prende le distanze dalla Regione Toscana, dalla maggioranza in parlamento e soprattutto dal governo Renzi e dal Ministro Franceschini. All’ipotesi che una quota della tassa di soggiorno riscossa nel nostro comune possa andare a sostenere un fondo regionale, o nazionale come teorizzato da Franceschini, per la promozione turistica del territorio, il Comune di Firenze dice di no.
La motivazione è semplicemente che la tassa di soggiorno nasce come imposta locale, e spetta dunque alle amministrazioni gestirla.
La proposta non ci aveva lasciati indifferenti: l’idea che un comune con un patrimonio artistico ineguagliabile possa dividere parte della propria ricchezza con altre realtà locali vicine, ma meno ricche, ci sembrava una forma di solidarietà interessante, con possibili ripercussioni virtuose sul territorio circostante. E in questo senso siamo disposti ad approfondirla.
Vedremo se in questo braccio di ferro la spunterà la giunta Nardella o il governo Renzi.

Pubblicato martedì, 26 Aprile 2016 alle 16:36