Tommaso Grassi

Toscana Energia, Firenze riparte a sinistra, MDP e PaP: “I soci che vogliono vendere le quote, recedere dalla partecipazione con la complicità di chi non compra le loro quote mettono a rischio la gestione della società in futuro”

“Con la maggioranza in mano ai privati cambieranno molte cose”

“La audizione di stamani col Presidente Lovadina di Toscana Energia ha chiarito molti aspetti dopo l’approvazione nella scorsa estate della modifica statutaria, con la rimozione dell’obbligo di mantenere la maggioranza delle quote in mano dei Comuni, e la sottoscrizione dei patti parasociali con il socio privato Italgas. Comprendiamo che per i Comuni in difficoltà di bilancio la possibilità di incassare risorse fresche dalla vendita delle proprie quote di Toscana Energia possa essere una boccata d’ossigeno ma siamo altrettanto preoccupati per le conseguenze che il passaggio nelle mani del privato del 5 % delle quote potrà avere. Attualmente sono in mano dei Comuni, ma, tramite una procedura di vendita o la decisione di recedere da parte di altre amministrazioni toscane, passeranno nelle mani di Italgas e le quote pubbliche scenderanno sotto il 50%”.

“I soci che vogliono vendere le quote e quelli che hanno deciso di recedere dalla partecipazione con la complicità di chi non compra le loro quote, come ad esempio Firenze, mettono a rischio la gestione della società in futuro. E’ ancor più grave che questa modifica avvenga pochi mesi prima delle nuove gare d’ambito, compreso quello di Firenze che è asse portante della società Toscana Energia. Infatti le rassicurazioni del Presidente Lovadina non ci convincono: i patti parasociali dureranno 5 anni e non all’infinito, le clausole e le condizioni che richiedono una maggioranza qualificata dei due terzi, se la vendita delle quote proseguirà con questo ritmo non è detto che avvenga a breve ed in ogni caso a cambiare saranno gli assetti del Consiglio d’Amministrazione, col privato oggi in minoranza che potrà esprimere la maggioranza dei membri. Sarà così più facile per l’amministratore delegato far passare proposte e offerte alle prossime gare d’ambito che non abbiano al proprio interno sufficienti garanzie per le sedi del territorio, per le condizioni retributive e occupazionali del personale e che, non c’è dubbio, potranno peggiorare il servizio”.

“Viene detto a sostegno della proposta di vendita che così verranno distribuiti milioni di riserve accantonate ai Comuni che rimarranno soci: certo, ma il 51 o più percento della somma di 69 milioni andrà nelle casse del privato che se si stima con circa 20 milioni potrà acquistare le quote sul mercato, avrà immediatamente una somma almeno equivalente dalla distribuzione delle riserve di Toscana Energia. Come è facile immaginare con la maggioranza in mano ai privati cambieranno molte cose, e non paiono affatto positive”.

Pubblicato martedì, 12 Marzo 2019 alle 17:57

Iscriviti alla Newsletter