Tommaso Grassi: “Servizi sociali, riorganizzazione fallimentare” Il capogruppo di Firenze riparte a sinistra: “Si abbassa il livello della qualità. La tendenza è esternalizzare”

“La riorganizzazione fatta dall’Amministrazione comunale preoccupa e ci spaventa perché rischia di far implodere il sistema integrato dell’assistenza sociosanitaria fiorentina. Ma anche di far crollare qualitativamente e quantitativamente l’erogazione dei sostegni economici e delle prestazioni di servizi”.

E’ molto negativo il giudizio di Tommaso Grassi, capogruppo di Firenze riparte a Sinistra in Palazzo Vecchio, che sulla riorganizzazione dei servizi sanitari ha le idee chiare.
“Nei giorni scorsi – spiega – la Rsu del Comune ha presentato davanti ai membri della Commissione consiliare Sanità e Servizi sociali i problemi già evidenziati dall’entrata in vigore della riorganizzazione. Ha avanzato i timori e gli interrogativi su come settori finora gestiti direttamente dall’amministrazione, alla base dei servizi sociali del Comune di Firenze, potranno essere garantiti in futuro”. E’ il caso, spiega Grassi, dell’assistenza domiciliare che “verrà trasferita insieme a tutto il settore della disabilità e della non autosufficiente comunale e dell’Asl all’interno della società della salute dal 1 gennaio 2016”. “Si rischia così – aggiunge il capogruppo – di avere una serie di intoppi burocratici che niente hanno a che vedere con la semplificazione e che altro non faranno che peggiorare la qualità del servizio. Oltre a precarizzare il lavoro e umiliare la professionalità di chi ha mandato avanti finora i servizi stessi”.

E’ per questo che Grassi sottolinea come Firenze riparte a Sinistra avrebbe puntato sulla “territorialità” “impegnandosi alla eliminazione delle disparità esistenti tra i criteri di valutazione dei singoli casi”, invece di “decapitare l’organizzazione e di gestire ogni processo di presa in carico in base all’ambito di intervento”. Il pericolo è che le situazioni più complesse, “senza una sintesi e un riferimento unico – aggiunge Grassi – passino da un’assistente sociale all’altra per comporre il loro quadro sociale e ottenere le possibili, ma rarefatte e spezzettate risposte da parte del Comune. Così come ci potranno essere problemi sulle sedi d’accesso che verranno accorpate e ridotte al massimo a tre, quasi a caso senza una attenta pianificazione, e una differenziazione in base all’ambito d’intervento piuttosto che alla territorialità. Una perdita dell’identità che aveva caratterizzato il segretariato sociale fiorentino”.

“L’orientamento che sembra ormai guidare l’amministrazione comunale è quella di un ente locale che rinuncia a gestire i servizi – incalza infine il capogruppo – e preferisce appaltare a terzi fino ad arrivare ad esternalizzare il processo. Per questo si assiste a un Comune che riesce a fatica a controllare realmente, oltre alla lettura di qualche relazione pre-compilata, quello che avviene con soldi pubblici per servizi alla persona in campo socio assistenziale”.

Pubblicato mercoledì, 22 Aprile 2015 alle 13:30