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Consorzio di Bonifica, Firenze riparte a sinistra: “Rendere equa la tassazione sarebbe stato un passo in avanti”

“Se c’è una tassa che in tanti stentano a comprendere è quella del Consorzio di bonifica: non tantissimi soldi da pagare, qualche decina di euro all’anno se si aveva un immobile o un terreno in determinate zone, c’era la possibilità che tra due vicini di casa uno lo dovesse pagare e l’altro ne fosse esentato. Un vero e proprio rebus da capogiro comprendere chi e quanto dovesse pagare. Da anni avevamo proposto che gli oneri economici per i lavori del consorzio fossero coperti dalla fiscalità generale e assunti in capo alla Regione e che l’ente fosse assorbito nell’ente regionale così da risparmiare i costi delle strutture, senza perdere professionalità e conoscenza del territorio. Invece adesso si assiste nel silenzio più assoluto, anche di quelle amministrazioni che a parole si dichiarano contrarie o perplesse sulla riorganizzazione, ad una riforma che porterà tutti i fiorentini a pagare questa tassa per molti totalmente nuova e a far incassare per l’area fiorentina circa 8,5 milioni di euro rispetto agli attuali 1,5 milioni.”

“Certo su un punto concordiamo: che le opere idrauliche e la messa in sicurezza delle aree bonificate non portassero un beneficio solo a chi risiedeva e possedeva proprietà nelle immediate vicinanze. Differente però è il criterio per cui pagheranno in tanti in più e nessuno pagherà meno rispetto al passato. E’ inutile che Nardella, e prima di lui Renzi, si facciano grandi in televisione e sui media che le tasse a Firenze sono diminuite se poi ne aggiungono di nuove. Così è troppo facile. Peraltro ci preoccupa che la discussione, il voto da parte dei Comuni e la predisposizione degli atti sia avvenuta nel silenzio più totale e che la notizia esca nel periodo estivo quando sappiamo bene l’attenzione della cittadinanza è minore. Pura casualità?”

“Visto che il Comune Firenze si sarebbe dichiarato contrario perchè non decide di intervenire sul consorzio e sulla Regione, che ancora deve dare il proprio via libera, affinchè, come accaduto per i vivaisti pistoiesi, ci siano dei correttivi per i fiorentini e si adoperi affinché i costi per le opere aggiuntive rispetto al passato, derivanti dalla riforma delle Provincie e dalla cessione di aree da parte della Regione Toscana, siano coperte da fondi pubblici prelevati dalla fiscalità generale e non ripartiti sulla popolazione? Non avremmo avuto niente da obiettare se il pagamento della tassa fosse stato esteso a tutti, con un principio di equità, ma senza incrementare così in modo consistente le entrare: pagare tutti, pagare meno va bene, ma se pagano tanti in più e tutti pagano molto di più, o poco di meno, allora vuol dire che c’è qualcosa che non torna.”

Pubblicato martedì, 9 Agosto 2016 alle 12:42