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Sollicciano, qualcosa si muove. Ma ancora troppe le scelte sbagliate per il penitenziario fiorentino

Ieri la visita di parlamentari e consiglieri comunali di Sinistra italiana all’istituto penitenziario: “partiti i lavori di ristrutturazione, ma l’asilo nido verrà chiuso. E di fatto il ministero vuole trasformare parte di Sollicciano in una sorta di Ospedale psichiatrico giudiziario, anche se sono stati aboliti”

Una delegazione di Sinistra Italiana e di Sì – Toscana a sinistra ha visitato ieri il carcere fiorentino di Sollicciano. La senatrice Alessia Petraglia, la deputata Marisa Nicchi, i consiglieri comunali Donella Verdi e Tommaso Grassi e il consigliere regionale Tommaso Fattori hanno incontrato personale e detenuti, verificando lo stato dell’istituto penitenziario. Una situazione oggetto da anni, da parte di Sinistra Italiana, di verifiche, controlli e denunce.

I parlamentari ed i consiglieri hanno potuto constatare che sono partiti i lavori di ristrutturazione, da 6 milioni di euro, con un finanziamento straordinario del ministero. A svolgere i lavori, tranne quelli impiantistici, sono per lo più gli stessi detenuti guidati dallo straordinario impegno degli agenti di polizia penitenziaria, anche loro impegnati direttamente nel cantiere. Una buona notizia: peccato, però, denunciano i rappresentanti di Sinistra italiana e di Sì – Toscana a Sinistra “che per la manutenzione ordinaria sono previste cifre ridicole, pari a 12 mila euro l’anno, neanche una mancia per una struttura del genere”. Ora “si sta intervenendo nella caserma di polizia penitenziaria: finalmente gli agenti fuori sede saranno messi in condizione di vivere decentemente. Finora vivevano in stanze diverse dalle celle dei detenuti solo per l’ampiezza delle finestre. Rimarranno in una condizione simile, ma finiti i lavori avranno almeno le docce personali” ricordano Petraglia, Nicchi, Fattori, Verdi e Grassi. Permane il problema della vivibilità delle celle, in questi giorni arroventate da un caldo insopportabile tanto quanto il freddo in inverno.

Purtroppo Sollicciano pagherà anche altre scelte sbagliate da parte del Ministero. “I lavori – proseguono –  riguardano infatti anche l’ex reparto di cura e custodia dove si sta ristrutturando per poter ospitare il reparto di osservazione psichiatica maschile.  Praticamente, il ministero ha chiuso l’ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo per aprirne uno in carcere: non era questo lo spirito della legge. E  se avviene così in tutta Italia significa che il ministero sta tradendo la legge voluta da questo parlamento. Si rischia che l’impegno di anni finisca al vento. E, oltre a questa scelta sbagliata, temiamo che non arriverà personale sanitario qualificato e non verrà fatta formazione agli agenti che vanno tutelati: non si può esporre questo personale a situazioni a cui non sono preparati. Personale che si impegna moltissimo, nonostante la bassa retribuzione che prendono, come tutti gli agenti di polizia penitenziaria”.

“Abbiamo visitato l’asilo nido del carcere – insistono Petraglia, Nicchi, Verdi , Grassi e Fattori-  ed abbiamo appreso che verrà chiuso. Al suo posto, l’amministrazione penitenziaria regionale ha deciso di realizzare il reparto di Osservazione psichiatrica femminile. Di fatto, Sollicciano sta diventando, nelle intenzioni del governo, anche un vero e proprio ospedale psichiatrico giudiziario: ma in una fase in cui non sappiamo se e quando sarà aperta l’Icam (l’istituto a detenzione attenuata per le donne detenute con figli) in Toscana, la chiusura del nido di Sollicciano comporterà che le detenute residenti in Toscana con figli saranno assegnate al carcere di Perugia, in barba al principio della vicinanza della detenzione al luogo di residenza, ai legami familiari e amicali, fondamentali perché il tempo passato in carcere serva alla rieducazione e reinserimento sociale, come prevede la nostra Costituzione”. E concludono: “Abbiamo trovato un clima di grande collaborazione all’interno del carcere tra la dirigenza e il personale, un fatto sicuramente positivo che segna un cambiamento importante per il futuro di Sollicciano. Ma tutto questo non basta, se si fanno scelte sbagliate da Roma su cosa sarà il nostro istituto penitenziario”.

“Noi continueremo a tenere alta l’attenzione sulle condizioni delle carceri toscane seguendo gli insegnamenti e l’impegno di Alessandro Margara, dal quale abbiamo imparato che in carcere non può esserci una sospensione dello stato di diritto né per i detenuti né per chi ci lavora”.

Pubblicato sabato, 30 Luglio 2016 alle 18:39