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SINISTRA ITALIANA: Importante e non rinviabile la realizzazione di una moschea in città

Sinistra Italiana di Firenze lancia un messaggio chiaro alla città: sosteniamo pienamente l’iniziativa della Comunità islamica di Firenze di realizzare una moschea ed un centro culturale islamico per i circa 30.000 cittadini musulmani di Firenze e Provincia, 3000 circa dei quali praticanti.

Firenze non può continuare ad ignorare due semplici realtà a tutti evidenti: fra i suoi abitanti esistono oggi anche molte persone di fede islamica e il diritto alla libertà di culto è sancito dalla nostra costituzione; è pertanto necessario individuare quanto prima un’area nella quale consentire la realizzazione da parte della comunità islamica di una moschea, così come i rappresentanti di Sinistra Italiana hanno già più volte sostenuto sia al Comune che nei singoli quartieri.

Questa necessità è stata spesso rimossa dalla città, ed emerge ciclicamente in occasione di giornate come quelle attuali, di Ramadan, nelle quali i fedeli che pregano aumentano di numero, fino a 7000 circa, diventando più visibili e scatenando le preoccupazioni dei cittadini rispetto alle condizioni di legalità delle stanze o dei magazzini che vengono affittati per gli atti di devozione.

Le questioni di sicurezza, in primis verso i fedeli, interessano tutti noi e siamo convinti che la stragrande maggioranza dei cittadini che si sono mobilitati in queste ore concordino sulla necessità che sia individuato quanto prima uno spazio per la moschea.

Respingiamo però con forza tutte le allusioni che sono state fatte in questi giorni al presunto “pericolo” che le preghiere rappresenterebbero ed ogni equazione “Ramadam=Terrorismo” e concordiamo con l’Associazione del Bangladesh che ieri in San Jacopino affermava: “Vogliamo un quartiere in cui nessuno si senta straniero ed ognuno si senta più sicuro. Non abbiate paura”. Ricordiamo poi che il circolo presso il quale abbiamo la nostra sede ha già affittato per quattro anni di seguito in occasione del Ramadan alcune stanze alla suddetta associazione senza avere mai avuto problemi o proteste di alcun tipo.

Tutto ciò a conferma di un principio costituzionale che dovrebbe essere inutile ribadire: tutti, in un paese laico, hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa e di esercitarne in privato o in pubblico il culto. Alle istituzioni spetta il compito di garantire questo diritto, respingendo ogni forma di intolleranza verso il suo pacifico esercizio.

Pubblicato giovedì, 30 Giugno 2016 alle 15:05