scontri s.marco

Scontri in piazza, Grassi (Frs): “Il sindaco Nardella si ispira a La Pira, ma solo a parole”

“Nardella si legga quello che scriveva La Pira nel 1953. Il suo silenzio e l’attacco a chi manifesta è inaccettabile”

“Dopo la manifestazione e gli scontri di sabato ci saremmo aspettati qualcosa di diverso dal sindaco. Troppo silenzio al momento del divieto al corteo e parole a sproposito in seguito”. Così Tommaso Grassi, capogruppo di Firenze riparte a sinistra, commenta gli avvenimenti di sabato a Firenze. E aggiunge: “Io c’ero, e ho visto bene come sono andate le cose, quindi non ho bisogno di ricostruzioni diverse dalla realtà”.
“Nardella molto spesso ha citato La Pira – continua Grassi – ma forse sarebbe meglio se oltre a ricordarlo, anche in questi giorni che ne ricorre l’anniversario della morte, cercasse di ispirarsi a una figura come la sua. Non solo con le parole ma con i gesti”.
“Ricordiamoci le parole – conclude il capogruppo – che La Pira pronunciò nel 1953, durante l’occupazione da parte degli operai della fabbrica Pignone, quando il governo Fanfani voleva sgomberare e il primo cittadino di Firenze si schierò al fianco dei lavoratori: “Mi possono arrestare, ma non tradirò mai i poveri, gli indifesi, gli oppressi. Tu come ministro dell’interno non mi incuti nessuna paura, e non mi susciti neanche speciale rispetto: l’autorità appare ai miei occhi solo come tutrice dell’oppresso contro il potente”. Per questo consigliamo al sindaco Nardella di leggersi la lunga e articolata lettera inviata da La Pira in cui si interroga sul rispetto, quando il destinatario è il più debole e si carica su questo altri pesi e oppressione con il richiamo alla legge. Ecco avremmo bisogno di questo e non di un “giù le mani dalla città”.

Pubblicato sabato, 5 Novembre 2016 alle 17:25