museicivici

Sciopero musei, Grassi: “Sostituito il personale con chi lavora in altri appalti”

“Molti i dubbi sulla loro formazione in materia di sicurezza. Ma per il Comune va tutto bene”

“Grave che per garantire l’apertura dei musei civici il Comune abbia permesso la sostituzione del personale in sciopero. Oltretutto con personale che lavora in appalti diversi” Così replica Tommaso Grassi, Consigliere comunale di Firenze riparte a sinistra, alle dichiarazioni dell’Assessore Gianassi. “L’Assessore ci ha detto che l’apertura era garantita da 4 dipendenti del Comune, da 3 dipendenti dell’associazione Muse e di 21 lavoratori e lavoratrici della cooperativa. Non siamo affatto soddisfatti e vogliamo approfondire fin da domani la vicenda. Chiederemo tutti i documenti e le lettere trasmesse dalla cooperativa in base alle quali il Comune dichiara che non si sono ravvisate violazioni delle norme”. Grassi aggiunge che i dubbi sulla vicenda sono nutriti anche da un sopralluogo che in incognito è stato fatto al museo di Palazzo Vecchio. “Le perplessità derivano dal fatto che i lavoratori, utilizzati per coprire l’assenza, dovuta allo sciopero, molto probabilmente non fossero affatto formati in maniera adeguata in materia di sicurezza”.

“Infine l’affidamento delle biglietterie dei musei civici al Muse – conclude Grassi – ci fa pensare che la disastrosa gestione dei musei civici sia finalizzata solo a trasferire le competenze all’associazione, così da avere più agibilità e meno norme per l’affidamento di incarichi e per le assunzioni del personale. Peraltro l’affidamento a Muse non fa risparmiare un euro al Comune”.

Pubblicato domenica, 1 Febbraio 2015 alle 15:39