Six Underground, Grassi, Verdi e Trombi: “Si discuta in Consiglio sui risultati e sugli effetti sulla città”

“Si sono concluse in queste ore le riprese del film Six Underground che hanno visto la Città protagonista delle riprese cinematografiche del colosso Netflix: – affermano i Consiglieri di Firenze riparte a sinistra, Tommaso Grassi, Donella Verdi e Giacomo Trombi – siamo stati critici sugli aspetti organizzativi e sicuramente avremmo assunto decisioni diverse, a partire dalle concessioni ai prezzi, per finire col riconoscimento delle Chiavi della Città, ma riteniamo che si debba aprire una discussione in Consiglio comunale sui risultati e sugli effetti sulla Città. Chiederemo su questo una comunicazione del sindaco nelle prossime sedute del Consiglio comunale: necessario un confronto franco sulle regole dello sfruttamento di Firenze, non solo per gli scopi cinematografici.”

“Ha ragione il Direttore del Corriere Fiorentino, e tutti coloro che in queste settimane si sono posti domande su quale sia il ritorno d’immagine, su cui l’amministrazione ha puntato per difendersi dalle critiche, e quale sia il limite di sopportazione della Città di fronte a riprese e cast che hanno ‘occupato’ per un mese strade, piazze e luoghi di Firenze. Non pensiamo che dal governo cittadino siano capaci di chiedere scusa, anche se sarebbe una risposta che accetteremmo senza esitazione. Non abbiamo dubbi che la Città possa ricevere attenzioni per la storia e il fascino di girare scene tra monumenti, nel vivo della vita cittadina, ma neppure il ritorno dei 500mila euro, ancora tutto da analizzare e verificare, o il ritorno per il settore cinematografico, può farci perdere di vista che non può esser permesso tutto in nome del denaro. Una produzione da centinaia di milioni di euro avrebbe, prima di tutto, dovuto rispettare e non condizionare negativamente, come invece è accaduto, la vita quotidiana di chi lavora o vive nel centro storico e restituire molto di più alla Città e ai suoi concittadini. Se è legittimo che un privato lo chieda, sarebbe dovuto essere il Comune e i suoi rappresentanti a indicare il limite oltre il quale non sarebbe stato permesso tutto ciò.”

“Dubitiamo poi di quale sia l’immagine che ne uscirà fuori dallo schermo cinematografico: se Inferno apriva con il mezzo di Quadrifoglio a pulire le strade, che i fiorentini sognano ancora di poter veder pulite come il mondo l’ha visto al cinema, questa volta con Six Underground, vedrà sicuramente una città diversa dalla realtà. Traffico zero, auto che volano e si scontrano ovunque, sedie e tavolini in mezzo a rotonde in mezzo al traffico quotidiano come in piazza Goldoni, e l’elenco potrebbe continuare. Non vogliamo soffiare sul fuoco ma solo la fortuna non ha causato danni peggiori di quelli occorsi per gli incidenti e imprevisti in giro per la città.”

“Con questo non vogliamo che Firenze non sia scena di film. Ci farebbe, per esempio, piacere che la Città potesse diventare per tempi più ridotti, con meno impatto sulla vita e i ritmi dei cittadini, un set per i registi che studiano in Italia e che talvolta non riescono neppure minimamente a girare nei monumenti, nelle strade e piazze cittadine perché i costi, che per una produzione di Netflix sono spiccioli, sono invece per loro inaccessibili. Si tratta di scegliere e di saper valutare cosa permettere e cosa no, a chi concedere e a chi far pagare più o meno, in base anche alle loro capacità. Fare politica, amministrare una città, significa assumere decisioni e scegliere: Nardella ha dato incondizionatamente tutto a chi si poteva permettere qualsiasi prezzo e condizione”.

Pubblicato venerdì, 21 Settembre 2018 alle 16:57