Regolamento urbanistico, Grassi (SEL-FRS): “Manca una visione complessiva della città” – “Non condivisibili le scelte di fondo del piano”

“Ottimo slogan quello dei volumi zero, peccato che manchi una visione complessiva della città”. Con queste parole Tommaso Grassi, capogruppo di Firenze a sinistra in Palazzo Vecchio, commenta l’approdo in Consiglio comunale del regolamento urbanistico. “Negli ultimi anni questo slogan lo abbiamo sentito tante di quelle volte. Ma perché continuare a usarlo? Forse solo per distrarre l’attenzione rispetto ai contenuti del regolamento. Dispiace che grandi nodi della città siano fuori dal piano, ma saranno reinseriti automaticamente con procedure speciali. Basti pensare allo stadio, all’aeroporto o alla nuova localizzazione della Mercafir. Oppure saranno rinviati come nei casi del piano di Castello o di San Salvi”.
“Sono due le decisioni che contestiamo e su cui si basa il nuovo piano. Il primo è che questo è un regolamento che prima decide le destinazioni da attribuire ai contenitori vuoti o da riqualificare e poi plasma su di esse le opere di mobilità e le funzioni da collocarvi. Noi crediamo che il ragionamento debba essere inverso. Una città si amministra prima avendo chiaro le opere della mobilità, in particolare modo quella pubblica che riduca la richiesta di nuove strade, e poi si preveda la riqualificazione. Qui invece si prevedono centri commerciali, nuove case e alberghi in base alle richieste dei privati e alla convenienza economica per il proprietario degli immobili. Il secondo punto che non possiamo accogliere è che il nuovo strumento urbanistico valorizzi il patrimonio esistente solo per consenteri all’ente locali di alzare il prezzo dei propri immobili. Si vende tutto per realizzare edifici privati e interventi speculativi. Fare ciò è solo un espediente per far edificare su tutto ciò che, avendo un carattere di interesse pubblico, sulla carta e nella normativa, ‘non consuma suolo’ e ‘non conta nel calcolo dei volumi zero’. Questo è il gioco delle tre carte che getta fumo negli occhi e continua a permettere interventi difficilmente sostenibili”.
“Sono le strategie di fondo che non ci convincono – continua Grassi – se la parte ordinaria nell’ottica della semplificazione linguistica e delle norme è senza dubbio migliorata e affinata, merito che va riconosciuto agli uffici, quando si affrontano le schede degli interventi che caratterizzeranno la Firenze del futuro non possiamo non dire la nostra. Molti dubbi e critiche. Per questo sottoporremo alla discussione in aula i nostri 190 emendamenti presentati dal gruppo Firenze riparte a sinistra insieme al gruppo misto”.

Pubblicato martedì, 31 Marzo 2015 alle 11:09