Rari Nantes, Firenze riparte a sinistra: “Tutta colpa della politica. Se il rischio per la Città è concreto il problema è che le sedi alternative non sono pronte, se non esiste pericolo qualcuno ha dormito.” Inascoltata la nostra richiesta di convocare una commissione urgente tra urbanistica, ambiente e sport

“Non esistono vie di mezzo per la vicenda della Rari Nantes e delle altre strutture lungo il fiume Arno in area demaniale: se il rischio per la Città è concreto allora il problema è che le sedi alternative, individuate dall’Amministrazione ma i cui lavori e finanziamenti sono ancora solo sulla carta, non sono pronte, se invece non esiste un pericolo reale quello che passa come accanimento contro la storica società fiorentina è l’esito della inconcludenza della politica negli ultimi anni che ha preferito promettere e rinviare piuttosto che risolvere. Non ci si può trincerare dietro le motivazioni tecniche e uccidere un pezzo della storia dello sport se non si tentano tutte le strade per verificare se la normativa permette nel caso di un pericolo non evidente di risolvere la situazione.”

“Non vogliamo né strumentalizzare la vicenda né schierarsi con chi, ancor più populisticamente vorrebbe salvare le sedi delle importanti realtà fiorentine rischiando di mettere in pericolo la Città: ma ci pare dalla documentazione convincente che abbiamo letto che chi sostiene che la questione poteva e può essere risolta positivamente ha ragione da vendere, non di tutto il costruito ma di quelle strutture autorizzate e condonate negli anni dallo stesso Comune di Firenze.”

“Per questo non aderiamo alle proposte di qualche politico degli ultimi mesi, tra cui Renzi e qualche fiorentino che siede in Consiglio regionale, che propone soluzioni amministrative che salverebbero la Rari e i Canottieri ma permetterebbero di edificare su aree demaniali, compreso spiagge di tutta Italia. – concludono – Saremo al fianco di chi si appella alle istituzioni pretendendo, come è nel loro diritto, che non si sacrifichi la storia e un pezzo di Firenze solo perché qualcuno ha dormito sugli allori: è quindi scontato che nell’immediato la soluzione che auspichiamo è almeno un rinvio di qualche settimana in attesa della sentenza dell’Tribunale Superiore delle Acque e che si possa recuperare il tempo perso dalla incapacità della politica di intervenire.”

Pubblicato venerdì, 4 Settembre 2015 alle 10:42