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Presidio sanitario Santa Rosa, Grassi: “Il Comune brancola nel buio e prende tempo”

Trasferimento solo se verranno mantenuti in zona tutti gli attuali servizi di base e quelli specialistici. Altrimenti non si tocchi l’immobile di Santa Rosa.

“I servizi sanitari nella sede di Santa Rosa saranno ridotti per lasciare spazio agli uffici regionali, ma il cronoprogramma della sostituzione in altre sedi e di quali rimarranno a Santa Rosa non è ancora definito. Sarebbe questa l’attenzione verso i cittadini di Comune e Regione?”. Così Tommaso Grassi, capogruppo di Firenze riparte a sinistra. E incalza: “Concordiamo tutti sul fatto che i servizi di base siano necessari, però non si può sottovalutare che, data la particolarità della zona e della popolazione del quartiere, sarebbe ancor più importante il sussidio di servizi integrati e specialistici”.

“L’assessora Funaro prende tempo – continua Grassi – e riesce solo a far capire una cosa: l’operazione, non certo facile, comincia con il piede sbagliato. Ci auguriamo che il Comune di Firenze non si presenti alla cittadinanza con il pacchetto già precostituito, ma che ascolti tutti coloro che vivono il quartiere disponibili a rimettere in discussione le proprie scelte”.

“Perché non percorrono altre strade pur di non togliere il presidio sanitario? Alcune idee possono essere perseguite? Come richiedere – conclude Grassi – in alternativa, o la concessione di spazi sufficienti da adibire a servizi di base e quelli specialistici socio-sanitario dell’intero presidio di Santa Rosa, o per i medesimi scopi, qualora fossero liberi da altre destinazioni e usi parte, alcune delle stanze assegnate all’associazione sulle tossico dipendenze di Don Stinghi oppure il contestuale recupero edilizio e funzionale dell’ex San Giovanni di Dio, cosi da permettere un trasferimento senza discontinuità”.

Pubblicato lunedì, 29 Maggio 2017 alle 16:30