Tommaso Grassi

Piazza della Repubblica, Grassi: “Peccato non aver trasformato i ritrovamenti in risorsa per attrarre turisti”

“Chiusura del cantiere entro Natale: se sarà vero, sarà una buona notizia per cittadini e negozi”

Queste le dichiarazioni del capogruppo di Firenze riparte a sinistra Tommaso Grassi

“Se la notizia della conclusione dei cantieri di piazza della Repubblica entro Natale sarà confermata, sarà sicuramente una buona notizia per i commercianti che da mesi soffrono le cantierizzazioni, e soprattutto per la città e i fiorentini che potranno riappropriarsi di una delle piazze più centrali. Rimane il rammarico per mesi di ritardi e di immobilismo da parte del Comune che avrebbe potuto trasformare l’imprevisto dei ritrovamenti archeologici in una risorsa per attrarre turisti e avvicinare la città alla propria storia.”

“Premesso che non sarebbe stato difficile aspettarsi di scoprire un mondo a scoperchiare la pavimentazione della piazza che in tempi antichi era un vero e proprio centro di scambi commerciali e della vita di Firenze, nulla è stato fatto per sfruttare mediaticamente e commercialmente questi ritrovamenti che ancora oggi a chi passa consegnano una vista entusiasmante. Sarebbe stato interessante che il Comune proponesse, in vista di avviare cantieri come quello di piazza della Repubblica, un accordo quadro per i cantieri in città, facesse sedere al tavolo il Comune e la Soprintendenza, insieme a chi dentro l’Università, studia e insegna archeologia e pianificare insieme un protocollo da applicarsi per i cantieri urbani.”

“Perché non si prevede un programma di archeologia con la condivisione di tempistiche tra gli interessati, dai commercianti, tassisti, guide turistiche e tutti gli altri soggetti e progettazione di un piano di comunicazione in corso d’opera che preveda un aggiornamento continuo nel tempo su cosa si sta scavando, cosa ci si attende e perché si sono fatte determinate scelte di priorità rispetto ad altre. Un ritardo imprevisto per i ritrovamenti potrebbe essere una risorsa enorme: qualsiasi cantiere potrebbe essere allestito con webcam mentre gli archeologi scavano, pannelli in tre o più lingue con scritto cosa c’era prima e cosa si cerca e videointerviste da proiettare nei locali della piazza, oltre alla organizzazione di conferenze ed eventi nei locali che si affacciano sui cantieri. L’archeologia che emerge dagli scavi durante le cantierizzazioni in città non possono diventare un ostacolo e un problema, ma se vi si dedica attenzione anche con un minimo intervento economico potrebbero divenire un’occasione per far conoscere a turisti e cittadinanza la storia e il patrimonio sommerso di Firenze”.

Pubblicato martedì, 30 ottobre 2018 alle 15:45

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