Partecipate, Grassi denuncia: “Potere ai privati. Quale modello aeroporti?”

Partecipate, Grassi: “Le costanti sono sempre le stesse: ripianare i bilanci del Comune in cambio della cessione di maggior potere ai privati.” Sarebbe un modello quello applicato per gli aeroporti toscani? Facile fare affari privati grazie ai soldi pubblici

“Tanto rumore e troppa confusione, ogni giorno un modello diverso di gestione di acqua e gas. L’unica cosa certa è che è sempre più necessario un accordo con altri Comuni. Questo non sarebbe di per sé un problema ma queste operazioni portano come costante di scambiare l’esigenza degli enti locali di ripianare i bilanci comunali con la cessione da parte dei soci pubblici di maggior potere ai privati”. E’ questo l’attacco di Tommaso Grassi, capogruppo di Firenze riparte a sinistra in Palazzo Vecchio, sui cambiamenti societari delle partecipate del Comune fiorentino. “L’unificazione in un unico gestore del servizio idrico sotto il socio privato Acea, la vendita della centrale del latte, e gli interventi sulle società che operano sulla strada, da Sas ad Ataf, passando da Silfi e Firenze parcheggi. Troppe volte vengono annunciati nuovi assetti societari e unificazioni che immediatamente dopo vengono smentiti”. E Grassi incalza il Comune “come si può permettere a nuovi privati, non privi di legami politici e talvolta anche personali, di espandere il proprio potere, la propria influenza e aumentare il fatturato e gli utili a scapito dei servizi pubblici?”
“Davvero si pensa che imitare il modello degli aeroporti sia la miglior strategia? Facile fare affari così – continua Grassi – al privato ogni problema viene risolto dal pubblico. Si inventano così corsie burocratiche preferenziali, si segretano i progetti, per evitare critiche e forti opposizioni da parte della cittadinanza. Così il caso dell’aeroporto fiorentino: quando hanno visto che la pista attuale non riusciva più a garantire agli investitori una crescita ulteriore nel futuro, ecco che i fondi pubblici sono accorsi per consentire un ampliamento dell’aeroporto che distruggerà parchi, devierà i corsi d’acqua, cancellerà aree faunistiche e spazi universitari e per la quale sarà necessario costruire nuove strade e svincoli al posto degli attuali. Se quello visto per il polo aeroportuale toscano diventasse il modello da seguire in Toscana allora i gestori di acqua e gas non saremmo affatto sorpresi se i privati ritenessero di essere legittimati a scaricare i costi per l’estensione e la manutenzione della rete delle tubature sulle casse dell’ente territoriale, proprio come è stato fatto con i 150 milioni di euro per la pista dell’aeroporto.”
“Dietro gli annunci e i buoni propositi, si nascondono progetti di ben altro calibro. Tutto senza tenere conto che ci sono stati 27 milioni di italiani che si sono espressi per la ripubblicizzazione dei beni comuni, come l’acqua. Dopo il referendum del 2011 – conclude Grassi – la ripubblicizzazione del servizio idrico sembrava imminente. Ora alla scadenza del contratto con Acea nel 2021 per l’assessore Perra questo diventa un obiettivo impraticabile. Cosa è cambiato?”

Pubblicato lunedì, 16 Febbraio 2015 alle 21:50