Odori molesti e canne fumarie, Grassi: “Rigettata dalla maggioranza la proposta di inserire l’obbligo di filtri che avrebbero risolto i problemi”

“Da anni i cittadini chiedono al Comune di fare qualcosa per gli odori molesti, che ad ogni ora del giorno e della notte si diffondono, in special modo nelle strade strette del centro storico, e che rimangono stagnanti. E la maggioranza di Palazzo Vecchio continua a non fare niente. L’ultima novità è stata quella di rifiutare la proposta di inserire l’obbligo di filtri che avrebbero risolto il problema”. Così Tommaso Grassi, capogruppo di Firenze riparte a sinistra con Sel, Fas e Prc, interviene sull’annosa vicenda che tanti residenti hanno posto all’amministrazione fiorentina.

“Nella fase del regolamento edilizio – continua il Consigliere – avevamo l’opportunità di intervenire una volta per tutte, chiedendo uno sforzo a quelle attività commerciali che, è un bene ed è positivo si aprano anche in zone residenziali, come panettieri e ristoranti, ma che non possono per questo mettersi in contrasto con chi in quella zona ci abita e ha il diritto di non respirare ad ogni ora i ‘profumi’ della produzione. Ecco perché in linea con quanto proposto dall’Asl e supportati da una ricca documentazione di esperienze italiane ed europee, avevamo l’occasione di risolvere il problema, inserendo l’obbligo nel regolamento comunale che ogniqualvolta si fosse di fronte al rischio di emissioni, non solo di fumi e vapori inodore, in un contesto nel quale la fonte sia collocata più in basso rispetto ad altri edifici residenziali, si potessero applicare dei filtri, per abbattere il livello di odore facendo fuoriuscire dai camini poco più che vapore acqueo”.

“Perché non si è voluto ascoltare il parere autorevole dell’azienda sanitaria e approvare la nostra modifica? Peraltro si sarebbe andati incontro alle attività economiche, perché si sarebbe potuta destinare una quota di contributo per chi decidesse di installare i nuovi filtri. E lo potevamo finanziare destinando una parte dei soldi ricavati dalle multe dei controlli sulle canne fumarie. Certo – conclude Grassi – che la prossima volta che si verificheranno contrasti tra un’attività economica e i residenti per odori molesti sapremo a chi attribuire la responsabilità di non aver posto rimedio in tempo al problema”.

Pubblicato lunedì, 17 Agosto 2015 alle 13:59