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Occupazione via Spaventa, FraS: “Parole condivisibili da Padre Brovedani. Non restiamo indifferenti”

Queste le dichiarazioni dei consiglieri di Firenze riparte a sinistra Tommaso Grassi e Giacomo Trombi e della consigliera Donella Verdi

 

“Abbiamo accolto con piacere le parole di Padre Brovedani che nei giorni scorsi ha pronunciato davanti all’assemblea dell’occupazione dei somali che sono scampati dalla tragedia dell’immobile ex Aiazzone: piena condivisione per i modi e i contenuti. Le occupazioni non sono mai la soluzione ai problemi di chi una casa non ce l’ha, ma non è giusto nemmeno trincerarsi dietro ad un concetto perbenista di legalità, rifiutando di assumersi le proprie responsabilità, specialmente quelle politiche, per una situazione diffusa che lede la dignità della persona e che si concretizza in concreta, spietata e disumana ingiustizia. Ha usato parole pesanti, padre Brovedani, quando rivolgendosi agli occupanti ha detto che “la vera legalità umiliata è la vostra dignità svilita”: parole cui aderiamo convintamente.”

“Ognuno deve fare la propria parte, ma partire dagli sgomberi significa partire dall’ultimo dei problemi, significa far finta che il problema non esista e che le nostre responsabilità, come politici locali, si esauriscano nell’algido esercizio della burocrazia. Come potrebbe fare un qualsiasi amministratore leghista.”

“Crediamo che l’amministrazione debba agire prontamente per quanto nelle sue facoltà: non è lanciando invettive contro l’uno o l’altro dei soggetti coinvolti, non è inviare lettere di sgombero ad altre realtà vicine non solo fisicamente agli occupanti di Via Spaventa che si risolvono i problemi di chi soffre e ha bisogno di una risposta che non arricchisca solo chi partecipa ai progetti speciali che non hanno quasi mai risultati efficaci di reinserimento nella società. Capiamo che qualcuno si sia sentito sconfitto, ma non accetteremo mai che il Comune abbia deciso nelle stesse ore di ‘vendicarsi’ scoprendo dopo 5 anni dalla prima lettera, che esiste una situazione di illegalità presso un vicino immobile di proprietà comunale e mandare poche ore dopo l’occupazione di Via Spaventa un provvedimento di sgombero e denuncia verso i rappresentanti dell’associazione che ha in affitto i locali. Queste sono le risposte del Comune di fronte all’emergenza: azioni dettate dalla rabbia di non riuscire a far scomparire i problemi, piuttosto che dalla buona amministrazione. Insieme a noi, che eravamo presenti all’assemblea, ieri avremmo avuto piacere di vedere qualcuno del Comune che prendesse la parola e parlasse con i ragazzi e le ragazze somale: non c’è che da esser contenti, anche se ci stupiamo che finora non sia avvenuto, che l’Assessora Funaro abbia deciso di dialogare con le persone presenti all’ex Aiazzone.”

“Per tutto ciò che il Comune non può fare, occorre far sentire con forza la propria voce in tutte le sedi che invece competenza e capacità di agire in questo senso ce l’hanno: la Regione e soprattutto lo Stato”.

Pubblicato giovedì, 26 Gennaio 2017 alle 15:01