Palazzo Tornabuoni

“Nuove norme edilizie su immobili storici, maglie larghe preannunciano disastri in centro”

Piano particolareggiato esecutivo per il Centro storico, abbattimento delle barriere architettoniche e il piano del colore delle facciate

“La sentenza della Cassazione e la giurisprudenza che sta consolidandosi affermando che non è possibile permettere il cambio di destinazione d’uso e la modifica degli spazi con una autorizzazione per restauro e risanamento per non bloccare l’edilizia sugli immobili storici e vincolati dalla Sovrintendenza, ma neppure dare il via libera a qualsiasi tipo di intervento, avrebbe meritato ben altro approccio rispetto a quello riservato dalla Giunta Nardella. La sensazione è che si debba persino rimpiangere la classificazione edificio per edificio, proprio del periodo del piano regolatore, che certo richiedeva spesso cambi e passaggi in Consiglio comunale per adeguare la classificazione alla evoluzione sul territorio ma almeno permetteva al Consiglio comunale di controllare le variazioni, e una lettura molto ampia di una sentenza della Cassazione che parlava di un abuso in piena regola e di un intervento realizzato senza i titoli edilizi necessari sta portando oggi ad una soluzione che va quanto meno analizzata con attenzione. Non bastava la modifica della norma nazionale come era stato detto dal Governo per superare la sentenza della Cassazione sul caso Tornabuoni: oppure si vuol usare quello a pretesto per fare altro?”

“Parrebbe essere stata utilizzata la motivazione della giurisprudenza per allargare, eccessivamente, le maglie di una normativa che già ci convinceva poco e che adesso sugli immobili storici e su quelli vincolati dalla Sovrintendenza può persino lavarsi le mani scaricando ogni tipo di responsabilità sull’ente ministeriale. Se infatti sugli immobili classificati dal Comune come vincolati in area A ci sono anche nella concessione della ristrutturazione edilizia alcuni limiti sulla tipologia di interventi e qualche vincolo sugli elementi orizzontali, sugli apparati decorativi, sulla sagoma e sugli androni principali e le scale del palazzo, quanto riguarderà gli immobili vincolati dalla Sovrintendenza siamo di fronte ad una completa deregulation e a rimuovere ogni lacci e lacciuoli. Il Comune non può lasciare alla Soprintendenza la discrezionalità totale sugli edifici vincolati: su questo che riteniamo una priorità daremo battaglia in ogni sede consiliare portando avanti la proposta di un piano particolareggiato esecutivo per il centro storico. Cosa possa accadere delegando senza un quadro di riferimento comune ad un organo che per il solo territorio fiorentino ha più responsabili che danno letture e vincoli specifici, rinunciando ad una uniformità che solo il Comune potrebbe dare, non lo si può sapere, ma certo il rischio di disastri in vista è molto alto. Basti pensare a cosa è successo al Palazzo Coveri sul lungarno o ad altri esempi fiorentini.”

“Ma riteniamo di non poterci limitare alle critiche. La redazione di un piano per il centro storico come suggerito da numerosi architetti a Firenze e come hanno fatto Città come Bologna, Palermo o più recentemente anche Pistoia potrebbe essere una proposta da valutare da parte della Commissione e della Giunta prima di aprire la strada ad una fase di incertezza in cui chi vuol approfittarne, certo una minoranza anche dei professionisti ma sempre col rischio di compromettere il nostro patrimonio cittadino, avrà la strada spianata. Ed è proprio all’interno del piano particolareggiato esecutivo per il centro storico che potrebbe trovare collocazione il piano del colore: una carta dei colori delle facciate che in centro storico possa evitare che nel medesimo palazzo vi sono più sfumature o persino colori diversi sulle pareti esterne. – concludono gli esponenti del gruppo consiliare – Infine particolare attenzione visto che si mette mano alla normativa edilizia nei casi di cambio di destinazione d’uso e di modifica degli spazi interni riguarda l’accessibilità per i disabili: basta accessibilità condizionata, rampe metti e togli, carrelli improvvisati per fare gli scalini d’accesso o persino come unica soluzione per entrare nei locali che qualcuno prenda la persona in braccio. Questo deve finire una volta per tutte: quindi chiediamo alla Giunta che introduca l’obbligo di abbattimento delle barriere architettoniche e di rendere accessibili tutti i locali che vengono trasformati negli edifici vincolati. Daremo battaglia da qui all’approvazione finale che avverrà anche dopo la doppia approvazione del Consiglio comunale e il periodo delle osservazioni della cittadinanza.”

Pubblicato domenica, 25 Marzo 2018 alle 13:29