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Nascite premature, l’aborto e il post della candidata Picchi

Molto probabilmente la candidata di destra, Federica Picchi, che sostiene la Ceccardi, non si è resa conto che qualcosa non andasse bene in quel post. Non va bene perché è grave che si speculi politicamente sulla violenza psicologica che pone sullo stesso piano le nascite premature con l’aborto. Sorprende che a fare il post sia una donna che sembra non conoscere la legge. È sbagliato mettere foto che non hanno nulla a che fare con le parole. È offensivo verso chi negli ospedali ci lavora scrivere che ci possano essere aborti a 24 settimane. È schifoso che si parli di “fare a pezzi un bambino”, per riferirsi all’aborto che non è abusivo né vietato dalla legge. Soprattutto è intollerabile che immagini come queste siano usate da chi non sa e che così dimostra di non sapere di cosa parla; infatti fa errori clamorosi pur di provocare reazioni di pancia.

Parliamo piuttosto dei falsi obiettori di coscienza nel settore pubblico che poi a pagamento farebbero qualsiasi cosa. Parliamo delle difficoltà che ancora oggi, a più di 40 anni dall’approvazione della Legge 194, incontra una donna che decide di abortire. Parliamo di chi fa post senza pensare perché la verità crede di averla in tasca. Parliamo infine di chi vorrebbe tornare a quando l’aborto era praticato senza le più minime condizioni igieniche per la donna tornando all’aborto clandestino e di chi ha il solo vero obiettivo di annullare le conquiste di libertà di scelta da parte delle donne. Parliamo piuttosto del potenziamento dei consultori e della prevenzione come la contraccezione gratuita. Per fortuna anche la candidata Picchi si è vergognata di se stessa e l’ha tolto. Ma nasconderlo non vuol dire che non la pensi davvero come ha scritto. Si vergogni! Sono sempre più convinto che su questi temi non si possa cedere mai, che non si possa accettare tali posizioni retrograde e disumane.

Pubblicato domenica, 30 Agosto 2020 alle 11:32