Nardella e Firenze tra un libro di sogni e la sfida di capire come verranno realizzate le promesse.

Programma di mandato, Grassi: “Libro dei sogni”
“Ora la sfida è capire come faranno a realizzare tutto”

Il capogruppo: “Discontinuità con Renzi non solo a parole”


“Se non fosse che il sindaco Nardella è stato già assessore della Giunta Renzi e vicesindaco, potrebbe quasi convincere”. E’ il commento, a tratti provocatorio, da parte di Tommaso Grassi, capogruppo in Palazzo Vecchio di “Firenze riparte a Sinistra con Sinistra Ecologia e Libertà, Firenze a sinistra, Rifondazione comunista”, sulle linee guida del primo cittadino.

“Per onestà intellettuale – esordisce il consigliere – ammetto che il metodo scelto da Nardella garantisce anche alle opposizioni di entrare nel merito e contribuire alla discussione finale del documento programmatico, da qui fino a settembre. Non ci tireremo indietro e porteremo il nostro contributo, anche critico, e propositivo”.
“Quello presentato da Nardella – specifica Grassi – è un bel libro dei sogni, in gran parte condivisibile e apprezzabile. Ma non bisogna cadere in nessuna trappola: spesso in queste occasioni viene mostrato il meglio, celando quanto è meno popolare. Ora la sfida politica è capire come tutto ciò verrà concretizzato, se sarà fatto e se Nardella replicherà gli spot dello scorso mandato”.
“Nel suo intervento – spiega il capogruppo di Firenze riparte a sinistra – abbiamo constatato una spinta di discontinuità rispetto al passato e alla gestione Renzi, ma questo non sia solo a parole. Ci ricordiamo cinque anni fa quante promesse, quanti bei progetti e buoni propositi erano contenuti nei famigerati 100 punti, nella volontà di occuparsi di 100 luoghi, e quanto entusiasmo nel comunicare un futuro diverso e migliore per la nostra città. Tutto a parole, in quelle di Renzi. Riuscirà davvero l’Amministratore Nardella a fare “più di prima”?. Ma soprattutto riuscirà a farlo meglio e a farlo sul serio?”.


Il punto chiave, infatti, è un altro. “Facciamo i conti con la realtà – aggiunge Grassi – e i presupposti non sono dei migliori: abbiamo trovato una macchina comunale in ginocchio, che fa fatica a garantire il normale funzionamento dei servizi ai fiorentini. Questa, per noi, è la prima sfida da vincere da parte della nuova Amministrazione: far ripartire al meglio la macchina comunale affinché sia chi manda avanti Palazzo Vecchio a contribuire in modo netto a raggiungere gli obiettivi del programma di mandato. Certo il Governo avrà un occhio di riguardo per Firenze e aiuterà la città con fondi e leggi ad hoc. Ma non basterà, certo, per ritenersi soddisfatti”.
Ecco che “con ugual impegno supporteremo le scelte e i progetti che condivideremo e proporremo ogni volta le nostre ricette per migliorarli”, puntualizza Grassi, che sottolinea anche come “allo stesso tempo non risparmieremo critiche e non esiteremo a sottolineare e a denunciare quanto invece verrà meno nell’azione quotidiana, quando vedremo che le cose saranno realizzate per altri scopi o per gettare solo fumo negli occhi ai nostri concittadini. Non resteremo immobili a guardare se ci saranno ritardi o si evidenzierà una mal gestione delle opere infrastrutturali per Firenze”.


“Vero è – continua Tommaso Grassi – che non potremo mai condividere la posizione sull’aeroporto, né resteremo immobili davanti a un Comune che non è in grado di coinvolgere residenti ed esercenti nel processo dei cantieri, né gestire in modo differente alcune opere come la Tav”. “Vorremo anche testare la capacità dell’Amministrazione – specifica Grassi – di gestire al meglio i cantieri della Tramvia, così come le tante azioni proclamate per ambiente e mobilità pubblica. Vogliamo capire quali saranno le azioni per l’emergenza abitativa e la risposte dell’Amministrazione alla crescente richiesta di servizi all’infanzia, agli anziani, per i disabili. Siamo in attesa di comprendere come saranno davvero gestite le emergenze, che di certo non potranno risolversi in una corsa all’esternalizzazione dei servizi e a scaricare ogni onere sul costo e sulle condizioni di lavoro. Ancor meno in un peggioramento qualitativo del servizio offerto”. 


“Infine – conclude il capogruppo in Palazzo Vecchio – ci confronteremo apertamente sui modelli, davvero poco condivisibili, della gestione della ‘cultura’ che vedono un uso intensivo e manageriale dei beni storico culturali solo per far cassa. Questo, oltre a una organizzazione mirata degli spazi congressuali, fieristici e culturali in un unico Ente o Fondazione. Saremo vigili e attenti, critici ma anche molto propositivi: in questo processo di analisi e valutazione i cittadini, da parte nostra, saranno sempre coinvolti. La garanzia che i fiorentini e le fiorentine saranno sempre ascoltati e parte essenziale delle decisioni, sarà la scelta politica che ci contraddistinguerà in ogni azione, che comunicheremo e vaglieremo durante tutto il mandato”.

Pubblicato martedì, 22 Luglio 2014 alle 12:12