Musei civici, Firenze riparte a sinistra: “Sia con il vecchio che col nuovo appalto i problemi per dipendenti e servizio rimangono tutti. Ma il Comune chiude entrambi gli occhi.”

“Quello che si evidenzia in tutte e tre le offerte tecniche è che il personale, salvo una risorsa al 4° livello nella figura del Coordinatore  e 6 referenti al 3°, tutte le altre saranno inquadrate al 2° livello. Come si legge da contratto nazionale al 2° livello viene inquadrato il personale a cui non è richiesta una particolare preparazione ma, il possesso di semplici conoscenze pratiche ed esecutive. Nel precedente appalto il 59% delle ore prevedevano attività di accompagnamento professionale e conoscenza di almeno una lingua straniera. Per molti dei servizi previsti, guardaroba, assistenza alla visita dei musei, nelle sale, non sono sufficienti le conoscenze previste nel 2° livello.”

“Nel capitolato è richiesto un servizio di prima accoglienza per i visitatori con fornitura di informazioni generali sul museo e a carattere turistico, assistenza ai visitatori e attenzione alle loro esigenze. Si parla di controllo attivo sui visitatori per scoraggiare gli eventuali comportamenti non corretti. Per gli addetti al guardaroba, all’assistenza alla visita si richiede un’istruzione superiore e conoscenza di una lingua straniera. Molti dei dipendenti in servizio hanno requisiti ben oltre quelli previsti per l’espletamento delle mansioni richieste ma, l’inquadramento di tutto il personale al 2° livello, oltre a mortificare le conoscenze in possesso e a demansionare il personale, rischia di peggiorare proprio la qualità del servizio museale.”

“La gran parte dei visitatori proviene dall’estero e chiede informazioni e assistenza e, il personale se non è tenuto ad avvalersi delle conoscenze in possesso, difficilmente potrà relazionarsi in modo soddisfacente con i visitatori. E resta aperta la questione delle biglietterie. Ancora non sappiamo la destinazione di questo personale: se ci sarà una cessione di ramo, un passaggio diretto a Muse come era stato ipotizzato o se resteranno nell’appalto dei musei. Questa incertezza si protrae ormai da troppo tempo e le lavoratrici e i lavoratori hanno diritto di sapere quale sarà il loro destino.”

“In ogni caso, quello che auspichiamo, è che nessuna delle risorse impiegate nel precedente appalto resti sacrificata o mortificata nello svolgimento del proprio lavoro. E, auspichiamo, inoltre, dal momento che gran parte del personale è assunto a part time con salari bassissimi, anziché procedere, alla chiamata diretta per pochissime ore, di redistribuire queste ore tra il personale part time già in essere in modo da consentire di raggiungere un reddito mensile più dignitoso di quello attualmente in essere.”

Pubblicato mercoledì, 29 Luglio 2015 alle 11:08