Maggio musicale. Imparare dal passato per non commettere gli stessi errori.

Maggio musicale, Grassi: “Caro ministro Franceschini non ci basta un tweet per stare sereni”

“ I lavoratori licenziati devono essere tutelati e il pareggio di bilancio non un proclamo”

Al via i licenziamenti della Fondazione del Maggio Musicale Fiorentino, le uniche rassicurazioni arrivano con un tweet dal ministro Franceschini e il sindaco Nardella in Consiglio comunale non chiarisce la vicenda del rientro di bilancio. “Sono 53 i licenziamenti che speriamo si traducano in un trasferimento – afferma Tommaso Grassi, capogruppo di Firenze riparte a Sinistra con Fas, Sel e Prc – con le stesse condizioni occupazionali e salariali. Non possiamo stare tranquilli e ritenere allontanato il rischio di licenziamento. Ad oggi l’unica cosa certa è l’avvio della procedura di licenziamento che entro 70 giorni dovrà concludersi con la messa in mobilità. Una vera e propria garanzia come abbiamo richiesto con un documento in discussione in Consiglio comunale,sarebbe stata quella di garantire la presenza della società Ales al tavolo delle trattative sindacali, destinataria del possibile trasferimento del personale”.

“Analizzare e imparare dagli errori del passato – continua Grassi – non significa guardare dietro o avere l’ossessione della contrarietà alle azioni dell’amministrazione, come avrebbe voluto far passare il sindaco Nardella rispetto alla nostra riflessione, ma vuol dire far tesoro della complessità della Fondazione e del mondo lirico-sinfonico. Troppe persone incompetenti hanno gestito la vicenda, come nel caso della coppia della Sovrintendente Colombo e del presidente della Fondazione Renzi, i debiti invece di ridursi sono raddoppiati. Così come non vuol dire che il bilancio si possa costruisce con proclami trionfanti. Assurdo affermare che il bilancio nel 2015 sarà in pareggio, così come l’obiettivo di raggiungere 3,5 milioni di euro di sponsorizzazioni risulta pura utopia se si valuta che nel 2013 sono stati solo 252 mila euro le entrate da sponsor”.

“Dall’intervento del sindaco nell’ultimo Consiglio comunale non ci tornano i conti – insiste Grassi – se il debito si aggira attorno ai 43 milioni di euro come dichiarato dal Ministero, e 28 milioni sono arrivati dal fondo di rotazione dello Stato, più altri 11 milioni di euro derivano dalla ricontrattazione del debito con le banche, rimangono tuttavia 4 milioni di euro che vorremmo comprendere come verranno coperti per riportare i conti in pari. Si chiederanno nuovi sacrifici ai lavoratori? Oppure si taglierà sui fornitori che non solo non si vedranno pagati con ampio ritardo ma rischiano anche di percepire per il loro lavoro solo briciole”.

“La Fondazione del Maggio deve vedere rilanciata la propria attività culturale e artistica e non è pensabile che si possa rinunciare al corpo di ballo tersicoreo – conclude il capogruppo – così come è necessario che tutti dal coro all’orchestra possano impegnarsi e dare il massimo per contribuire al miglioramento e all’ampliamento della programmazione artistica senza rendite di posizione”.

Pubblicato martedì, 2 Dicembre 2014 alle 17:22