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Maggio Danza, Grassi: “Perché questo accanimento per chiudere il settore del ballo? Il bilancio dimostra che il passivo è dovuto alle costosissime collaborazioni esterne volute da Nardella e Bianchi.”

“Il bilancio 2013 della Fondazione del Maggio musicale fiorentino dimostra che il passivo e i problemi di budget nel settore del ballo sono dovuti alle produzioni esterne, tanto amate dal Sovrintendente Bianchi e dal Sindaco Nardella, che se hanno portato loro tanta risonanza mediatica, oer gli elevati costi delle collaborazioni esterne non permettono alla danza di essere l’unico settore della Fondazione in attivo. Infatti le entrate da bigliettazione delle produzioni con il personale della Fondazione superano il costo delle singole produzioni: rispetto ai 385.000 euro di costi complessivi nel 2013 per la produzione, ben 154.000 euro sono stati impiegati per una sola produzione che non solo ha disatteso il ritorno di pubblico ma che prevedeva la partecipazione e il costo di un cachet da capogiro per una Etoile esterna. Se si fosse rinunciato a questo balletto è chiaro che il disavanzo di 55mila euro rispetto alla bigliettazione si sarebbe ridotto facendo passare il settore danza in attivo.”

“Allora perché tutto questo accanimento contro uno dei settori che hanno fatto la storia della Fondazione, perché si annuncia di voler chiudere Maggio Danza e se ne elimina la programmazione per il 2015? Non si dia la colpa all’esperienza del 2014 quando il tentativo di esternalizzazione del settore danza non è stato gestito adeguatamente dalla dirigenza della Fondazione, che ha scaricato ogni responsabilità sul privato in una situazione così complessa e tesa e ha dimostrato di non credere fino in fondo neanche a quella soluzione e in definitiva di aver avuto fin dall’inizio in testa di fare fuori del tutto la danza, come poi è successo. Si presti attenzione piuttosto ai conti reali e alle conseguenze che un corpo di ballo esterno porterebbe sia in termini di maggiori spese per la Fondazione, che al rischio di incorrere in una riduzione del FUS che viene calcolato annualmente sulla base dell’offerta artistica e del numero di dipendenti per ogni ambito artistico. Siamo quindi fortemente convinti sia nel considerare necessaria una inversione di rotta da parte della Fondazione, che nel chiedere che MaggioDanza e i tersicorei non vengano assolutamente toccati e che quindi si proceda ad integrare la programmazione del Festival del Maggio per il 2015.”

Pubblicato giovedì, 19 Febbraio 2015 alle 19:02