Luxury conference, Grassi: “Chiuso o aperto il Salone dei Cinquecento durante l’evento?” “Il sindaco ancora non lo sa”

“L’Assessore Bettarini ci ha risposto con un comunicato stampa. Nessuna risposta scritta, o una orale che speriamo possa arrivare oggi. Così ha fatto sapere che il Salone dei Cinquecento sarebbe rimasto chiuso nei due giorni nei quali Palazzo Vecchio ospiterà la Luxury conference”. Così Tommaso Grassi Consigliere di Firenze riparte a sinistra commenta la vicenda e aggiunge “siamo rimasti sorpresi per il cambio di orientamento dell’amministrazione, rispetto a quanto annunciato sui media e ufficialmente in Consiglio da sindaco e vicesindaca”.
“Esprimiamo disappunto per la chiusura del salone. Questo evento non è fatto nell’interesse di Firenze, ma solo dei politici che ne trarranno benefici mediatici. Si favoriscono magnati milionari della moda slegati dalla realtà di chi fa fatica ad arrivare a fine mese. Questo è un vero e proprio schiaffo alla crisi economica che la maggior parte della popolazione sta vivendo. Nessuno trarrà alcun beneficio sul territorio fiorentino, se non gli stessi organizzatori che in un luogo pubblico faranno un guadagno dalle sole quote d’ingresso”.
“Incasseremo come Comune 120mila euro – continua Grassi – stando alle dichiarazioni dell’amministrazione. Anche se nessuno ci ha mostrato uno straccio d’accordo firmato. Dall’altra parte gli organizzatori incasseranno oltre 1,5 milioni di euro oltre ai proventi da sponsor. Pochi spiccioli per Firenze e la cittadinanza e la conferma che l’evento non farà altro che riempire le tasche dei soliti noti. A poco meno di una settimana dall’iniziativa ancora non sappiamo se il museo sarà completamente aperto. La solita figura cacina davanti a chi verrà a Firenze e senza alcun preavviso, non potrà vedere un pezzo importante del museo di Palazzo Vecchio”.
“La cosa è ancor più grave se si pensa che si tratta di un evento non aperto a tutti – conclude Grassi – ma riservato solo a chi potrà permettersi di pagare oltre 3mila euro a persona. Siamo in un luogo pubblico, patrimonio dell’umanità, che viene utilizzato da chi non ha problemi economici. Tutto questo fa così bene alla città?”

Pubblicato sabato, 18 Aprile 2015 alle 19:34