25 aprile; Genova; celebrazione festa della liberazione

Lettera dell’Anpi, Grassi, Trombi e Verdi: “Tolta la parola a chi 72 anni fa liberò la città dal nazifascismo. Insufficiente replica di Giachi”

“Abbiamo letto la lettera che l’ANPI di Firenze ha scritto al Sindaco e in cui si sottolinea come, per la prima volta, l’ANPI sia stata esclusa dalle celebrazioni della Liberazione di Firenze nel Salone dei 500 e fosse presente soltanto come spettatrice. – affermano la Consigliera comunale Donella Verdi e il Consigliere Giacomo Trombi insieme al Capogruppo Tommaso Grassi di Firenze riparte a sinistra. – Siamo rimasti sorpresi che nessuno dell’ANPI fosse chiamato a parlare ma non pensavamo certo che l’ANPI non fosse stata coinvolta in questa scelta.”

“Se è vero che è consuetudine, in Piazza dell’Unità, l’alternanza al microfono dei rappresentanti delle comunità religiose, nella celebrazione istituzionale nel Salone dei 500, insieme a Bella Ciao, la parola è sempre stata lasciata, insieme ad altri ospiti, anche ad un partigiano dell’ANPI in quanto voce di partigiane e partigiani che per primi, quell’11 agosto di 72 anni fa entrarono a Firenze e contribuirono a liberare la città dal nazifascismo col sacrificio di oltre 200 morti  più di 400 feriti. Ed è per merito di queste persone se Firenze fu insignita della Medaglia d’oro della Resistenza.”

“E non ci sembrano sufficienti le argomentazioni addotte dalla Vice Sindaca Giachi: nel metodo aver fatto rispondere la ViceSindaca invece che direttamente Nardella, a cui era rivolta la lettera dell’ANPI, potrebbe apparire un ennesimo gesto di mancato rispetto verso l’associazione, nel merito l’amministrazione sembra quasi sottintendere con la propria nota che di libertà religiosa e della convivenza civile tra popoli l’ANPI non ne potesse parlare. Noi la pensiamo diversamente, nonostante dobbiamo riconoscere come la relazione e le dichiarazioni dell’Imam Izzedin Elzir abbia rappresentato una pagina storica per Firenze e non solo. Si poteva dare spazio lo stesso alle comunità religiose, che peraltro due su tre avevano già parlato in Piazza dell’Unità, senza escludere chi fu protagonista di quel periodo storico.”

“Se Firenze è stata liberata, se l’Italia è stata liberata è grazie al contributo fondamentale di tante donne e uomini che hanno combattuto e sacrificato la loro vita per la libertà di tutte e tutti noi e di chi verrà dopo. L’ANPI non può partecipare alle celebrazioni della Liberazione di Firenze da semplice spettatrice.”

“Non vogliamo neppure pensare lontanamente, anche se l’atteggiamento di Sindaco e ViceSindaca ci porterebbero ad ipotizzarlo, che la posizione politica assunta dall’Anpi sul tema del referendum costituzionale abbia inciso sulla scelta: Costituzione che sicuramente non solo a parole le partigiane e le partigiane hanno difeso e continuano a difendere, molto più di chi, come la Giachi che nella nota stampa rivendica che l’Italia ripudia la guerra mentre appoggia un Presidente del Consiglio che dribbla l’articolo 11 della Costituzione e senza alcun atto invia soldati italiani in Libia per liberarla dall’Isis entrando di fatto in guerra. Ci aspettiamo, adesso, da parte del Sindaco le doverose scuse nei confronti dell’ANPI di Firenze, di tutte le partigiane e di tutti i partigiani.”

Pubblicato sabato, 13 Agosto 2016 alle 12:34