L’assessore Giorgetti cambia verso su Ataf: aveva dato l’ok al rincaro del biglietto e ora si scopre contrario

Ataf, Grassi, Verdi e Trombi: “Giorgetti cambia verso: aveva dato l’ok al rincaro e ora si scopre contrario”

L’affondo del capogruppo: “Non poteva pensarci prima di avallare l’aumento?
Così rende ridicola perfino la diffida del Comune. L’azienda torni sui suoi passi”

“L’atteggiamento dell’ex assessore provinciale Giorgetti rasenta il ridicolo: quando era in Provincia aveva avallato l’aumento del costo del biglietto dell’Ataf, ora diffida l’azienda di trasporti dal rincararlo e si dice contrario. Il suo improvviso cambio di marcia, o meglio, il suo cambiare verso nei confronti dei fiorentini è assurdo”.

Va giù duro Tommaso Grassi, capogruppo in Palazzo Vecchio di “Firenze riparte a sinistra con Sinistra Ecologia e Libertà, Firenze a sinistra e Rifondazione comunista” insieme al Consigliere Giacomo Trombi e alla Consigliera Donella Verdi, sul rincaro del biglietto dell’Ataf  dal primo luglio. “Acquistarlo con un sms costa 1,50 euro più il costo dell’sms stesso – spiega Grassi –  E 30 centesimi in più rispetto al giorno prima. Si tratta di una scelta insensata e dannosa. Aumentare del 25% il prezzo del biglietto è sbagliato ed evidenzia anche contraddizioni forti nell’Amministrazione”.

Le contraddizioni indicate da Grassi si palesano, precisa, nel “ridicolo e insensato modo di affrontare la questione da parte dell’assessore Giorgetti”. “Adesso – puntualizza il capogruppo – si scopre che la decisione di aumentare il biglietto era stata avvallata e approvata dalla Provincia quando l’assessore competente era lo stesso Giorgetti, oggi responsabile delle stesse materie in Comune. Si è appresa la notizia prima tramite la presidente Biti, presente nella trasmissione di Lady Radio di martedì scorso, e oggi stesso quando è giunta anche la notizia della diffida inviata ad Ataf affinché annulli l’aumento”.

“Giorgetti – continua Grassi – proclama che si impegnerà a far fare dietro front ad Ataf. Ma non era meglio se ci pensava prima di mettere la sua firma in fondo all’accordo sull’aumento, piuttosto che accorgersene adesso che siede in Comune?”. “Non comprendiamo – incalzano Grassi, Verdi e Trombi – neppure le dichiarazioni fatte, e poi smentite, dall’assessore Pietro Roselli, che si è reso disponibile a nome della Provincia a ristabilire il prezzo originario. Anche lui dove era? Perché questo atteggiamento ambiguo? Sono prese di posizione che non contribuiscono certo a creare un fronte compatto contro l’aumento del biglietto”.

“Ci auguriamo, anche se ci crediamo poco – concludono i tre consiglieri Grassi, Trombi e Verdi – che l’Amministrazione comunale faccia fronte compatto contro il rincaro attuato da Ataf per arrivare a breve ad annullare la decisione assunta riportando il biglietto via sms a un euro e 20 centesimi”. E per questo invitiamo Ataf a ripensarci e a cancellare l’ennesimo balzello imposto all’innovazione. La costruzione della smart city, di una città contemporanea, intelligente, inclusiva, passa soprattutto dalla capacità della politica di saper mettere l’innovazione al servizio della vita quotidiana dei cittadini. Non sprechiamo questa opportunità come avrebbe, a quanto pare, voluto fare Giorgetti quando era assessore provinciale”.

Pubblicato giovedì, 3 Luglio 2014 alle 15:46