La tramvia in sotterranea nel centro storico è un errore per Firenze. Le alternative, senza rinunciare ai collegamenti con Bagno a Ripoli, ci sono.

Tramvia, Grassi, Trombi e Verdi : “Attraversare il centro storico in sotterranea e allungare il project financing”
“Due errori in uno”

Chi vuole il sottoattraversamento del centro non vuol bene a Firenze e alla tramvia.


Si riapre in città il dibattito sulla realizzazione della tramvia in sotterranea, in particolare il sottoattraversamento del centro storico, da tempo annosa questione che le Amministrazioni che si sono succedute non hanno mai risolto. “L’avevamo detto in campagna elettorale, lo abbiamo scritto sul programma con cui ci siamo candidati a governare Firenze, non abbiamo mai esitato dal presentare emendamenti e proposte alternative e lo ribadiamo adesso in Consiglio comunale – esordisce così il Consigliere comunale Tommaso Grassi insieme a Donella Verdi e Giacomo Trombi – mai avremmo accettato che il progetto della tramvia prevedesse l’attraversamento in sotterranea del tratto del centro storico per motivi economici, di funzionalità trasportistica e non per ultimi per motivi ambientali, archeologici e strutturali”.

“Quello che è certo è che il progetto sotterraneo comporterebbe una galleria sotto la falda e lo strato archeologico a 30 metri di profondità in pieno centro storico, e in corrispondenza delle fermate sarebbe necessariorealizzare scale mobili e percorsi che interferirebbero anche con la falda acquifera e òungo tutto il tracciato sarebbero realizzati canali di areazione: la novità annunciata oggi da Nardella significa che si ci è resi conto degli alti rischi ambientali, per la stabilità degli edifici e dei monumenti della Città? Non sarebbe meglio prima di addentrarsi in un’opera il cui progetto ancora non esiste di fare una valutazione attenta tra costi e benefici?” 

“Apprendiamo – continua il Capogruppo Grassi – che in Comune si sta già festeggiando per il finanziamento statale, presente nel decreto Sblocca Italia, di 100 milioni di euro destinati all’ampliamento della rete tramviaria fino all’area metropolitana.  “I 100 milioni di Euro invece che in un costosissimo e dannoso sottopasso possono essere utilizzati per il passaggio in superficie in centro storico e per il completamento delle linee della tramvia in città  e nell’area metropolitana. Il direttore generale Parenti, solo qualche giorno fa sui giornali dava per certo che il sotto attraversamento di Firenze previsto per collegare la linea 2 con il ramo di Bagno a Ripoli, avrebbe cancellato definitivamente l’opzione di far passare la tramvia dai viali di circonvallazione. Stamani Nardella lancia una nuova proposta di interramento lungo i Viali: il solito spot pèer spostare l’attenzione o ci siamo resi conto dell’assurdità del progetto? A Firenze é stato eletto sindaco Nardella ma l’influenza nazionale continua ad essere ben presente. Non ci sorprendiamo ma forse tutti quei fiorentini che lo hanno votato sperando in un cambio di marcia adesso potrebbero rimanerci male”

“Due errori con una sola mossa. Palazzo Chigi sceglie (e Palazzo Vecchio accoglie) il passaggio in sotterranea – proseguono Grassi, Verdi e Trombi – che significa costi più elevati rispetto alle altre opzioni e la decisione di allungare il project financing in essere con le famose ditte che escono da una sequenza interminabile di fallimenti. Si tratta dello stesso accordo tra Comune, banche, costruttori e gestori che ha dimostrato negli anni grosse lacune. Tra cui la mancanza di potere da parte del pubblico con il rischio d’impresa quasi totalmente sulle sue spalle: al solito si socializzano perdite, costi e rischi, e si privatizzano solo i profitti, con il beneplacito della classe dirigente. Senza dimenticare i problemi di bancabilità che solo l’intervento della Cassa depositi e prestiti ha permesso di superare”.

” Per i privati sarebbe sicuramente un bel regalo. Basti pensare che il 35% di finanziamento privato – concludono i tre Consiglieri – attualmente è stato coperto per il 90% dalla Cassa depositi e prestiti, riducendo l’esposizione delle ditte costruttrici con le banche a quasi zero. Chi rifiuterebbe di vedersi trasformato il proprio contratto, allungato per un periodo temporale più lungo, con nuove commesse, nuovi fondi, senza dover metterci un euro in più e senza alcun rischio d’impresa? Mi chiedo cosa ci guadagnerà il Comune da questa operazione. Se la tramviaalla fine la deve realizzare con le forze solo del pubblico, varrebbe la pena di fare uno sforzo in più e senza abbandonare o bloccare lo sviluppo della tramvia, realizzarla da solo? D’altra parte chi fa da se, fa per tre”.

Pubblicato venerdì, 5 Settembre 2014 alle 17:20