La TASI è una tassa iniqua: abbiamo proposto di far pagare meno i redditi più bassi.

Tasi, Grassi: “Rigettata la nostra proposta di tutelare i proprietari con un reddito basso”

Collegare la rendita catastale al reddito è possibile, ma Firenze preferisce tassare in modo iniquo.


In Consiglio comunale è stata bocciata la proposta di Firenze riparte a sinistra di collegare il sistema di detrazioni non solo alla rendita catastale ma anche al reddito personale del proprietario. “La nostra proposta prevedeva che per i proprietari con redditi inferiori a 25.000 euro sia applicata una detrazione di 200 euro, qualunque fosse la rendita catastale dell’immobile, identica a quella di cui hanno usufruito nel 2012 con l’Imu. E per mantenere l’equilibrio di bilancio sarebbe bastato togliere le detrazioni a coloro che invece hanno redditi più alti di 50.000 euro, mantenendo sostanzialmente invariate le detrazioni per la fascia di mezzo”. L’Imu sulla prima casa doveva essere abolita ma con la introduzione della Tasi ha solo cambiato nome e in un quadro dove si sono correttamente tutelati gli inquilini non introducendo a loro carico una quota della tassa, Grassi replica così “si sarebbe dovuto applicare un riequilibrio tramite la rimodulazione delle detrazioni sulla prima casa”.

“Sappiamo bene che qualunque tassa sul patrimonio immobiliare basato sui dati catastali è alquanto sperequativa. Tassre in base alla rendita catastale ha davvero poco senso ma il Comune è cotretto a doversi basare anche su questo parametro però almeno ci saremmo aspettati l’impegno affinché non fosse l’unico fattore per determinare la tassa da pagare. Le rendite – continua Grassi – ormai non sono aggiornate da anni e si verificano casi in cui case in centro storico valgono meno di alloggi di recente costruzione in periferia. La tassazione così risulta differente e non equa. Cresce in maniera inversamente proporzionale al reale valore di mercato. Difficile pensare che un incapiente sia proprietario di un alloggio di valore in centro ma è molto più facile che la tassazione penalizzi chi ha comprato con un mutuo un piccolo alloggio di recente costruzione”.

“La nostra proposta voliva appunto cercare di tutelare – conclude Grassi – e minimizzare i danni dovuti a regole che danneggiano i più deboli. Certo, non sarebbe stata la migliore soluzione possibile, anche perché la tassazione per essere equa avrebbe bisogno della riforma del catasto e di una omogeneizzazione delle rendite sul territorio. Ma con il nostro atto è sicuro che volevamo tutelare e non ignorare la differente capacità contributiva dei cittadini, sancita dall’articolo 53 della Costituzione. Il nostro impegno sul tema delle tasse non termina certo adesso ma a partire dai primi mesi del prossimo anno torneremo a proporre, sperando in esiti più positivi di quelli avuti finora, le nostre proposte per l’irpef davvero progressiva che porti più risorse dai redditi alti per i servizi alla persona, per la tasi che in attesa della riforma del catasto si colleghi al reddito e ne tuteli gli incapienti e i redditi bassi e per la tassazione dell’Imu che colpisca chi lascia le case vuote o affitta case e negozi a prezzi gonfiati ed invece sia premiante per chi ha una piccola attività commerciale e per chi affitta a canoni calmierati e sotto il valore di mercato.”

Pubblicato martedì, 30 Settembre 2014 alle 11:57