La situazione delle graduatorie per l’assunzione dei docenti: un caos che poteva essere evitato.

Insegnanti scuola, Grassi: “Difficile capire la logica introdotto dalla Gelmini dietro allo scorrimento delle graduatorie quando dalle prime posizione in tre anni ci si ritrova esimi.”

Necessario un intervento nazionale per uniformare criteri delle graduatorie. Così si mina il sistema formativo dei giovani.

“Il metodo di assunzione delle insegnanti della scuola pubblica, che dopo anni da precarie possono diventare a tempo indeterminato, con la riforma Gelmini e la conseguente apertura ogni tre anni ha portato alla situazione di grave imbarazzo, di guerra tra ultimi e a elusioni e escamotage che si scaricano sugli alunni e sulla didattica. – afferma il Capogruppo Tommaso Grassi che nei giorni scorsi ha incontrato alcune insegnanti fiorentine – Difficile dare una motivazione lucida e non comprendere anche l’esasperazione di chi quest’anno poteva ambire ad un posto fisso nella scuola essendo nelle prime posizioni della graduatoria e misteriosamente si è ritrovato esimo, superato da molte colleghe entrate nella graduatoria per la prima volta.” “Possibile che nel nostro Paese si debba imporre a coloro ai quali e alle quali viene affidato il futuro educativo dei giovani di non sapere in quali scuole presteranno servizio, senza una continuità educativa e formativa per le giovani generazioni? Possibile che si debba legare la possibilità di ottenere un posto fisso da insegnante nella scuola pubblica alla fortuna e alla statistica di indovinare la provincia e la graduatoria giusta, talvolta lontana dalla propria residenza e dalla propria zona di origine, sperando di poter, tra qualche anno, tornare a casa grazie ad un trasferimento? “E’ sotto gli occhi di tutti che questo fenomeno, come abbiamo letto sui giornali, coinvolga in maniera particolare le insegnanti e gli insegnanti formatisi al sud che tentano la fortuna, vista la riduzione delle classi e dei posti da insegnanti nelle regioni del sud, entrando nelle graduatorie di qualche città del nord o del centro. Non bisogna in alcun modo scadere in commenti, come purtroppo ce ne sono stati molti razzisti o discriminatori, ma neppure chiudere gli occhi e cancellare il problema come se fosse solo un problema irrilevante. Siamo di fronte ad una giusta esasperazione dovuta alla guerra tra poveri che è scattatata con la nuova normativa.” “Riteniamo che non abbia alcun senso delegare nello stile del peggior federalismo ad ogni graduatoria di avere dei propri punteggi e dei propri criteri, tali da permettere dopo uno studio attento di poter decidere dove e in che tempi tentare la fortuna in quella o nell’altra provincia: ci vogliono sistemi di valutazione omogenei e coerenti sul territorio nazionale senza falle e senza che ci sia la possibilità di elusione così facilmente. Si tratta di dire basta ad un metodo imbarazzante che oltre ad essere inefficace sotto il profilo occupazionale, mina la formazione degli studenti e della qualità didattica.

Pubblicato lunedì, 11 Agosto 2014 alle 18:26