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La scuola e il precariato: altri ostacoli per una vera riapertura in sicurezza mentre si protesta a Roma.

Dal 1° settembre dovevano essere pubblicate le nuove Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) in tutta Italia e come previsto già nelle chat dei precari si moltiplicano le segnalazioni di errori nelle graduatorie e di ritardi (nel momento in cui scriviamo il sito dell’ufficio provinciale è inaccessibile).
Nonostante la pessima procedura elettronica di immissione, i cui campi da compilare cambiavano in corso d’opera, c’erano comunque da analizzare le richieste ed attribuire i punteggi: lavoro che è stato svolto dagli uffici provinciali e dalle segreterie di alcune scuole durante le ultime settimane d’agosto. Solo per la provincia di Firenze si parla di 30 mila richieste da evadere… i ritardi causati dalla pessima gestione della ministra Azzolina stanno venendo ora tutti al pettine.
Anche la Regione Toscana è però responsabile, e non da oggi, del caos dei precari: se infatti le competenze nella definizione degli organici scolastici sono ministeriali la regione ha sempre abdicato ad avere un ruolo politico. Pensiamo che i tavoli che si sono aperti ora in occasione del Covid a diversi livelli debbano diventare la norma, con opportuni aggiustamenti, in cui la regione svolga un ruolo da protagonista.
È per noi una priorità pretendere che gli organici di diritto, quelli su cui si assegnano le cattedre a tempo indeterminato, siano organici reali e non ridotti ad arte. È inaccettabile che nella scuola i precari siano più del 20% e la questione degli organici ha un suo ruolo negativo importante.
I precari sono stati ieri, 2 settembre, a Roma a protestare contro la situazione inaccettabile dei concorsi: si poteva fare un concorso per titoli e servizi, come è accaduto nella sanità, con esame finale al termine di un anno di prova. Un percorso che avrebbe permesso di avere già dal 1° settembre in cattedra decine di migliaia di docenti in più.
Supereremo invece la cifra dei 200mila precari su circa 800mila docenti e non si sa quando si potranno svolgere i concorsi programmati.
In ogni caso il problema è rimandato, come ormai da anni, a settembre 2021.
 
Tutto questo impatta non solo sui docenti ma anche sugli studenti e le loro famiglie: com’è possibile che la politica permetta che nel paese di Dante, Ungaretti e Galileo manchino gli insegnanti di italiano e matematica alle elementari? Com’è possibile che gli studenti vedano violato il loro diritto costituzionale allo studio con un continuo balletto di docenti che cambiano di anno in anno rendendo impossibile non solo un minimo di continuità didattica ma anche una progettazione didattica innovativa e diversa?
 
Per quanto ci riguarda siamo dalla parte dei precari che protestano a Roma e dalla parte degli studenti e delle famiglie che vogliono una scuola di qualità che riapra in presenza ed in sicurezza.

Pubblicato giovedì, 3 Settembre 2020 alle 9:34