Infanzia, Firenze riparte a Sinistra: “Servizi esternalizzati. E sempre con i soliti nomi”

“Il ricorso all’appalto e all’esternalizzazione sembra ormai una prassi, a Firenze, anche per i servizi all’infanzia. Ed è una sorta di abitudine che non ci piace affatto”. Così esordisce, in una nota, il gruppo consiliare di Firenze riparte a Sinistra con Sel, Fas e Prc che evidenza come sia “singolare il fatto che spuntino sempre i soliti nomi, imprenditori e amici di amici di politici e soci in altre società con uomini vicini alla politica cittadina e nazionale”.

“Non si vuol in alcun modo mettere in dubbio la professionalità di coloro che ci lavorano – spiega il capogruppo Tommaso Grassi – e che gestiscono i servizi, ma quello che ci preoccupa è che si assista a una progressiva ma costante e inarrestabile tendenza della politica ad esternalizzare i servizi, recentemente anche per l’infanzia, a privati. Si tratta di una legittima, anche se da noi nient’affatto condivisibile scelta”. Il fatto è che così, specifica Grassi, “si sposta l’asse dell’erogazione dei servizi dal pubblico al privato”. “La tenacia con cui anche il sindaco Nardella ha difeso la sussidiarietà e la volontà di collaborare con i privati per la gestione dei servizi sociali, assistenziali ed educativi – incalza Grassi – dimostra quanto questo cammino intrapreso sia una decisione politica. Lo diciamo quindi fin da subito: bene sarebbe che i dubbi e i sospetti di intrecci poco chiari, e sicuramente inopportuni, fossero scacciati”.

“Fare impresa non è certo un reato – insiste Grassi – ma ci vuole coraggio a farla senza nessuna ombra di commistione o legame. Vorremmo vedere nomi nuovi, non sempre i soliti. L’ultimo caso, in ordine temporale, è la concessione dell’edificio chiavi in mano dell’ex Meyer dove al privato viene data la possibilità di aprire un asilo nido privato nel quale il Comune concede lo spazio gia arredato a un importo d’affitto minimo e garantisce una quota minima di utenza per i quali posti peraltro il Comune si impegna a pagare la differenza tra la tariffa comunale pagata dalla famiglia e la retta richiesta dal gestore. Un bell’affare che se l’è aggiudicato una cooperativa di Roma: cooperativa Gialla, consorziata di ConOpera, legata a comunione e liberazione, di cui sono socie anche le cooperative fiorentine dove lavora la moglie di Nardella e altre i cui presidenti sono esponenti di destra e sinistra di area cattolica, e il cui presidente di ConOpera è quel Francesco Neri, socio di Marco Carrai in alcune società private”.Un fatto che, conclude Grassi, è “impossibile da non notare ed evidenzia l’estitenza di un sistema che non ci sembra rispecchiare la più specchiata trasparenza e che a noi, lo ripetiamo, non piace per niente”.

Pubblicato mercoledì, 22 Aprile 2015 alle 15:25