Inceneritore, Grassi, Verdi e Trombi: “Ascoltarsi è già un passo in avanti, ma non confondiamo lo scambio di opinioni con la condivisione partecipata.”

“Certo, non si erano mai visti politici, tecnici e rappresentanti delle aziende a favore e contro l’inceneritore nella stessa sala, sopratutto non era mai accaduto che nel Salone dei Duegento andasse in scena un confronto come quello di stamani: una vittoria del comitato Mamme No Inceneritore e di tutti coloro che da decenni si battono contro l’impianto di Case Passerini e una dimostrazione di voler almeno ascoltare da parte di chi governa la Firenze e la Città metropolitana. Ascoltarsi è già un passo in avanti, ma non confondiamo lo scambio di opinioni con la condivisione partecipata di una scelta amministrativa come quella della costruzione di un inceneritore.”
“Speriamo che quanto stamani è accaduto in Comune sia solo un primo passo e un segnale che anche l’Amministrazione fiorentina inizia a vacillare davanti alle reali, circoscritte e documentate critiche che da ogni parte arrivano alla operazione economica e infrastrutturale dell’inceneritore di Case Passerini. Saremmo di fronte ad una politica vigliacca e falsa se invece tutto quanto fosse orchestrato da chi vuol dimostrarsi disponibile al confronto solo per avere la scusa di poter dire di fronte alle proteste, che siamo certi non subiranno alcun arresto, che il dialogo c’è stato.”
“Ecco se dialogo deve essere diciamo subito che le modalità con cui si è svolta la riunione stamani non sono ancora sufficienti: il periodo di vacanze, il fatto che si sia svolto in centro durante una mattina lavorativa, che gli interventi a favore siano stati tutti quanti proiettati sulla difesa d’ufficio e sulla esposizione della propria tesi senza aver modo di confutare e dimostrare la veridicità di quanto affermato, solo per enunciare gli aspetti di maggior peso.”
“Per noi l’inceneritore di Case Passerini così come qualsiasi altro impianto obsoleto, estremamente costoso e inquinante deve essere cancellato a favore di un sistema integrato di raccolta differenziata che non renda gli enti locali dipendenti dai rifiuti da bruciare e che non si arrivi al paradosso che pur di far funzionare gli impianti ‘di casa’ di fronte ad una raccolta differenziata spinta si sia costretti a importare e per far guadagnare i partner fior fiori di denaro, rifiuti da aree lontane: costruito un impianto quello deve bruciare rifiuti e non può bruciarne di meno. Se andrà avanti non avrà senso incentivare la raccolta porta a porta o metodi di raccolta spinte che creano lavoro e costano meno degli impianti.”

Pubblicato venerdì, 24 Luglio 2015 alle 17:21