Inceneritore, Firenze riparte a sinistra e Si – Toscana a Sinistra: “Oggi è stato dato il via libera ad un’opera inquinante, costosa e obsoleta. La lotta a fianco della cittadinanza continua.” Al presidio davanti alla Città Metropolitana erano presenti Tommaso Grassi e Tommaso Fattori

“La partecipazione democratica è quel che fa più paura: non si è voluta sospendere temporaneamente la Conferenza dei servizi per avviare un processo partecipativo che potesse valutare, dati scientifici alla mano, le alternative tecnologiche all’incenerimento e la strategia rifiuti zero” questo il commento dei due capigruppo della sinistra in Regione Toscana e al Comune di Firenze, Tommaso Fattori (Sì – Toscana a Sinistra) e Tommaso Grassi, Donella Verdi e Giacomo Trombi (Firenze riparte a sinistra).

“Fa paura anche la semplice trasparenza, come dimostra la volontà di svolgere la Conferenza dei servizi a porte chiuse, senza permettere ai consiglieri regionali e ai consiglieri dei comuni della città metropolitana di poter assistere, figuriamoci ai cittadini, alle associazioni e ai comitati”, continuano i due consiglieri. “L’incenerimento non fa rima con trasparenza e neppure con modernità e con interesse collettivo ma questa è la strada che è stata scelta, contro la cittadinanza e contro l’interesse collettivo”.

“Case Passerini è un impianto nato vecchio, basato tecnologie antiquate, che per un terzo potrà bruciare rifiuti speciali e per un terzo rifiuti provenienti da altre zone, esterne all’ATO. L’impatto dell’inceneritore sull’ambiente e la salute sarà enorme, una vera bomba se consideriamo l’effetto cumulativo delle opere che si vogliono realizzare nella piana: l’aeroporto, l’ampliamento dell’autostrada, il nuovo Stadio e la crescente urbanizzazione nel quadrante Nord Ovest di Firenze”, continuano i due consiglieri.

“Per noi la lotta a fianco della cittadinanza, dei comitati e dei gruppi di residenti di Firenze, Prato, Sesto e Campi che verranno colpiti dagli effetti dell’inceneritore continua, così come continua da oltre un decennio la battaglia nelle istituzioni con tutti coloro che condividono la strategia rifiuti zero e la rinuncia all’impiantistica che incenerisce i rifiuti. Il porta a porta crea posti di lavoro e insieme al sistema dell’industria verde e dell’innovazione creerebbe molta più occupazione dei miseri 50 addetti che sono previsti per Case Passerini. Ma allora, perché l’inceneritore? La risposta evidentemente è nel profitto per i privati che costruiranno e gestiranno un impianto che non potrà mai fallire, grazie alle norme inserite nello “sblocca Italia” che consentono di importare rifiuti da altre aree italiane ed europee e grazie al pagamento assicurato delle bollette da parte dei cittadini”, concludono i due consiglieri.

Pubblicato sabato, 8 Agosto 2015 alle 18:15