protesta merkel firenze

In piazza contro le politiche dell’austerità dell’Europa imposte dalla Merkel e accettate in silenzio da Renzi.

Merkel in Palazzo Vecchio, Firenze a sinistra: “Si festeggia per la conclusione del semestre europeo italiano”
“Il gruppo consiliare Firenze a Sinistra sarà presente al corteo di protesta in Piazza dell’Unità”

“Non capiamo cosa ci sia da festeggiare dopo il disastroso e fallimentare semestre europeo italiano. I risultati sono pari a zero, i grandi proclami sono rimasti solo intenti”. Così attacca il gruppo consiliare in Palazzo Vecchio Firenze a Sinistra il vertice bilatelare Italia-Germania che arriva a Firenze in questi due giorni. “Doveva essere un semestre nel quale rilanciare il ruolo dell’Europa e ridurre il potere di veto e l’influenza tedesca. E invece si chiude con la visita della Merkel a cui Renzi, tenta di poter strappare qualche buona promessa per i conti italiani. La logica di Renzi e della sua politica è immutata. L’importante è apparire. Dare l’idea di essere un vincitore davanti all’opinione pubblica. Getta fumo negli occhi e ipoteca il futuro pur di non fare brutta figura nell’immediato”.

E i consiglieri annunciano “Saremo nel pomeriggio in piazza dell’Unità, insieme a tutte e tutti coloro che non accettano di dover subire l’ennesima passerella infiocchettata nella città, che prima di tutte le altre, ha visto le politiche di Renzi in azione”.

“Non ci sorprenderemo se alla fine della due giorni ai piedi del David, durante la conferenza stampa conclusiva, verranno rivendicati successi e intenti comuni. Si scoprirà ben presto che non avranno alcun effetto positivo, se non quello di tirar a campare. La strada da seguire sarebbe stata quella di un allentamento reale dei vincoli imposti da Bruxelles. La fine delle politiche di austerità e il rilancio della crescita e degli investimenti. Come? Ma con la creazione di lavoro e garanzie di salari minimi, prevenzione dei rischi ambientali e tutela del territorio, investimenti sul trasporto pubblico e non su opere inutili e dannose, sostegno alle piccole e medie imprese e accesso al credito a coloro che rinunciano a delocalizzare e investono sul territorio italiano. E infine rimessa al centro delle politiche italiane della sanità pubblica, la tutela dei beni comuni e la salvaguardia dei servizi pubblici che non siano privatizzati e investimenti su scuola pubblica e sulla infinita ricchezza culturale, artistica e turistica che l’Italia offre da millenni”.

Pubblicato giovedì, 22 Gennaio 2015 alle 13:21