Il Sindaco e la Scuola. “Firenze: laboratorio delle direttive nazionali”.

Di fronte a uno sciopero che ha registrato oltre l’80% di adesioni e in alcuni plessi, qui a Firenze il 90%, le parole del Sindaco della nostra città, lasciano davvero sconcertati.
Definire questa partecipazione di massa del personale della scuola insieme agli studenti un “atto politico contro qualcuno e non per la scuola” ci sembrano affermazioni assai miopi e sorde nei confronti di chi opera quotidianamente nella scuola e oggi protesta non perché vuole l’”immobilismo”, come afferma il Sindaco ma, perché la riforma che il governo è determinato a portare avanti, modifica e danneggia quella che è la Scuola della Repubblica e della Costituzione, la sua autonomia, la collegialità nelle decisioni e la sua qualità.
La scuola che si profila nel DDL del governo avrà una struttura verticistica che attribuisce tutti i poteri di scelta e decisionali nelle mani del dirigente manager.
Il dirigente come l’amministratore delegato in un’azienda privata, potrà scegliere a sua esclusiva discrezione chi andrà a insegnare. Un rapporto che si potrà interrompere dopo tre anni, generando e aumentando la precarietà. Chi garantirà che i diritti di chi opera nella scuola saranno mantenuti, e che le scelte non andranno a condizionare la libertà e la qualità dell’insegnamento?
Il Sindaco dice che “la scuola è di tutti, non solo di chi sciopera”. Ma sarà davvero di tutte e di tutti una scuola che si reggerà sulla disponibilità economica delle famiglie a finanziarla? O in questo modo la qualità dell’insegnamento, le condizioni di chi vi opera, l’agibilità degli istituti saranno determinate in base agli introiti economici che riceveranno dalla generosità di contributi privati, non sempre disinteressati.
Questo significa esporci al rischio di avere scuole di serie A e scuole marginalizzate.
Il Sindaco ha poi colto l’occasione per entrare nelle questioni locali relative alle scelte dell’Amministrazione comunale sulla scuola e sulla decisione di esternalizzare alcuni settori: da quella dell’infanzia ai nidi. Ha affermato che si assumono insegnanti, quando sappiamo che non è vero. Ne verranno assunti soltanto 7 e i 65 pensionamenti verranno coperti, esternalizzando il servizio a cooperative del privato sociale. Il Sindaco dice che chi vi opererà non avrà un trattamento discriminatorio, mentre è ormai risaputo che questo personale avrà condizioni economiche e lavorative diverse e che queste non saranno di certo migliori.
Ci sembra che il Sindaco dovrebbe avere più rispetto per le lavoratrici e i lavoratori della scuola e dei sindacati che ne sostengono le lotte.
Uno sciopero non si fa mai a cuor leggero, soprattutto quando si tratta di scuola.
Chi sciopera paga in prima persona questa scelta e se lo fa e con queste dimensioni è perché ve ne sono le ragioni.
Forse su questo dovrebbero interrogarsi il nostro Sindaco e il Governo di questo Paese.
Ma è davanti agli occhi di tutti: Firenze si configura, ormai, come il laboratorio di quelle che sono le direttive nazionali.

Pubblicato martedì, 12 Maggio 2015 alle 19:32