Il bilancio del Comune di Firenze. I punti di forza secondo Nardella, fanno acqua da tutte le parti.

Bilancio, Grassi: “I quattro punti di Nardella fanno acqua da tutte le parti. Ecco perchè il nostro voto contrario”

179 milioni di euro di investimenti di cui 19 da sponsorizzazioni, 56 da Ferrovie. Siamo curiosi di vedere quanti ne verranno realizzati.

La presentazione di Nardella in Consiglio comunale dei suoi quattro punti sul bilancio lascia perplessi, troppi gli investimenti che per essere realizzati avranno bisogno di sponsorizzazioni da altri enti. “I quattro punti di Nardella fanno acqua da tutte le parti – esordisce Tommaso Grassi capogruppo di Firenze a sinistra con Sinistra ecologia e libertà, Firenze a sinistra e Rifondazione comunista – si vuole far passare come vittorie e conquiste quello che è solo una valigia piena di sogni”.

“La riduzione delle tasse – continua Grassi – è condivisibile, sull’azzeramento dell’addizionale Irpef sotto i 25.000 euro abbiamo infatti votato a favore della delibera. Consapevoli che questo rende più difficile la stabilità del bilancio dal prossimo anno, quando i milioni da trovare per la copertura non saranno poco più di 600.000 euro come quest’anno ma supereranno il milione e mezzo. Tutte somme che il Comune copre con l’ennesimo aumento delle entrate da bus turistici, biglietti dei musei e tassa di soggiorno. I conti sulla carta tornano, più difficile sarà incassarli realmente. Non sarebbe stato più serio invece che rimettere mano alle tariffe dei servizi provvedere, come da noi proposto, ad un aumento progressivo della tassazione sui redditi oltre i 75.000 euro? Il sindaco Nardella rivendica la scelta di non tassare con la Tasi le attività commerciali. Difficile tassare di più quando l’Imu su questi immobili è all’1,06% e la somma delle due tasse non può superare proprio quella aliquota”.

“Fa sorridere osservare che si rivendichi come successo l’applicazione sugli immobili del Comune del piano di razionalizzazione firmato dall’ex Assessore Fantoni – continua il capogruppo – che si dimise dalla Giunta Renzi in forte polemica, e veder cantar vittoria per la diminuzione della spesa sul personale di 2,6 milioni di euro. Questo risparmio deriva in gran parte dal mancato rinnovo dei contratti a chiamata nel secondo semestre del 2014. Il sindaco si è più volte lamentato di questa situazione ma sappiamo che il governo Renzi sta provvedendo a modificare la norma per risolvere la questione. E infine sappiamo bene come si sia ridotto il debito del Comune, tanto da arrivare ai livelli del 2009, con un risparmio netto di 2 milioni di euro di interessi. La notizia è sicuramente positiva ma l’entità poteva essere assai più corposa. Se alla fine del 2013, in occasione della vendita alla Cassa Depositi e Prestiti del vecchio Teatro comunale, si fosse deciso, come avevamo proposto, di ridurre con quella entrata straordinaria il debito ai livelli del 2006 invece di mettere in cantiere una serie di opere in vista della campagna elettorale”.

“Nardella ha rivendicato anche l’aumento della qualità dei servizi – prosegue il consigliere Grassi – ha citato una serie di cifre che non migliorano la qualità o l’offerta dei servizi, salvo rari casi, ma si tratta di progetti speciali o temporanei che portano delle entrate e delle spese altrettanto straordinarie della durata di un anno. Quando si affronta il tema dei servizi e della loro qualità si pensi piuttosto alla crescente domanda di servizi per anziani, disabili e minori o al tema dell’emergenza abitativa a cui non corrisponde nessuna voce in bilancio di spesa incrementata. Si rifletta su come spesso ore di apertura in più dei musei o servizi alla popolazione siano ottenuti scaricando tutti gli oneri sui lavoratori. Molto spesso lavorano con un orario più ampio e una retribuzione ridotta rispetto al passato. Su questo, per esempio, si pensi al tema delle biblioteche e dell’ultimo appalto”.

“E il tema degli investimenti non è da meno – spiega Grassi – con 179 milioni di euro di cui 19 da sponsorizzazioni, 56 da Ferrovie e oltre 20 da opere finanziate con fondi dello scorso anno e ancora non appaltate. Facile giocare coi numeri. Basta mettere tutte le opere in bilancio finanziate da sponsorizzazioni e si dice che è giusto metterle così per velocizzare le procedure qualora qualche privato si faccia avanti. Ancora più facile “sognare” sugli investimenti in fase di preventivo per poi cadere dalle nuvole in fase di consuntivo. Due dati sopra tutti rendono idea della poca affidabilità. Il primo, che lo scostamento medio tra preventivo e consuntivo nello scorso mandato era di oltre il 50% con picchi anche del 70% e il secondo che le opere inserite ex novo in questo bilancio, ovvero che non derivano da progetti passati e da opere inserite nei bilanci e poi rinviate non superano i 50 milioni di euro. Ecco che per questi motivi siamo proprio curiosi di vedere quanti degli interventi ipotizzati verranno da qui a dicembre davvero”.

“Era impensabile per noi votare a favore di un bilancio la cui presentazione politica faceva acqua da tutte le parti – conclude Grassi – si tratta di un bilancio che per accattivare il consenso, nascondere la poca stabilità e la mancanza di una visione e di un progetto per la città punta tutto sulla proposta dell’azzeramento dell’addizionale Irpef”.

Pubblicato martedì, 29 Luglio 2014 alle 18:32