Tommaso Grassi

Grassi, Verdi e Sesti: “Marcia indietro dell’Amministrazione a tre mesi dalle elezioni”

“La Villa di Rusciano e le Gualchiere di Remole non saranno vendute, ma rimarranno nell’elenco dei beni messi a disposizione per la vendita”

Queste le dichiarazioni degli esponenti di Firenze riparte a sinistra

“L’Assessore Giannassi conferma in Consiglio Comunale che sarà sospesa la vendita di Villa di Rusciano e delle Gualchiere di Remole. Dopo le aste deserte, dopo l’esposto che è stato presentato alla Procura, Corte dei Conti e Soprintendenza, dopo le numerose battaglie politiche e le richieste della cittadinanza, il Comune si dichiara finalmente disponibile a prendere in esame proposte concrete per il recupero e un nuovo utilizzo dei beni. Non possiamo che rallegrarcene e dimostrare la nostra soddisfazione”.

“Villa di Rusciano e il parco, vogliamo ricordare, è un bene pervenuto al Comune di Firenze perché rimanesse pubblico con finalità di tutela dei minori. Un “possesso“ di grande valore storico ed artistico, di grande consistenza di immobili e di terreno dichiarato “bene storico culturale” che in questi ultimi trenta anni è stato via via abbandonato, derubato di alcuni suoi elementi architettonici, di cui abbiamo per ora perso le tracce, frazionato e venduto. La potenzialità che questo bene ha, sia per il suo territorio di appartenenza ma anche per la stessa Firenze, è altissima. L’attuale destinazione d’uso “turistico ricettiva”, voluta dall’allora Sindaco Renzi, è incompatibile con la struttura architettonica. Il prezzo d’asta convenuto dal Comune per la vendita infatti, si legge negli atti, era stato ribassato fortemente dal suo valore presunto perché proprio la destinazione d’uso avrebbe comportato una spesa fortissima e un limite progettuale e di utilizzo per la trasformazione, creando un ovvio danno erariale”.

“Ci piace anche sottolineare che la villa è arrivata a noi, così come si presenta, dopo un intervento dell’architetto Brunelleschi. Inoltre il parco e i terreni agricoli, di cui il bando d’asta per l’affidamento è andato deserto, sono stati inseriti nell’elenco dei beni comuni per le proposte di collaborazione, ma nella “funzione ammessa” l’Amministrazione è imprecisa e disattenta: non sono indicati né cosa sia il progetto ‘olivete’ con cui i cittadini devono coordinarsi, né viene esplicitata la possibilità di realizzare i servizi indispensabili per qualsiasi progetto di cura e gestione, ovvero la disponibilità di un punto di approvvigionamento acqua, di impianto elettrico e locali di rimessa per i materiali e la permanenza stessa delle persone durante l’arco della giornata. Ci sembra un passo importante che ci dà ragione ma questo passo deve proseguire con maggior chiarezza e per dichiararsi pienamente soddisfatti attendiamo lo stralcio definitivo dall’elenco delle alienazioni”. 

Pubblicato martedì, 12 Marzo 2019 alle 14:55

Iscriviti alla Newsletter