P.za San Jacopino

Grassi, Trombi e Verdi: “Passa in Consiglio censura e sanzioni ai responsabili della provocazione fascista in San Jacopino”

“Relativamente alla targa abusiva che intestava una via del quartiere a un fascista, la risposta della città di Firenze è che ogni tentativo revisionista di riscrivere la storia non è accettabile”

Questo l’intervento dei consiglieri del gruppo Firenze riparte a sinistra Tommaso Grassi e Giacomo Trombi e della consigliera Donella Verdi

“Il 21 luglio è stato affisso sul cartello della toponomastica comunale, accanto alla scuola media «Giuseppe Verdi», un manifesto che rinominava la Via Maragliano come “Via Gastone Bartolini (Firenze, 1903-Sarzana 1921) – martire vittima dell’antifascismo”, apponendo anche il simbolo ufficiale dell’associazione “CasaPound”, che ha recentemente aperto lì accanto la propria sede.

Giova ricordare che, oltre ad essere un fascista, Bartolini perì non certo da martire: prese infatti parte alla “spedizione” del 21 luglio 1921, guidata da Amerigo Dumini e partita da Firenze per Sarzana alla volta del carcere dove era rinchiuso un altro esponente di rilievo del partito fascista, allo scopo di farlo evadere. Il Bartolini perì banalmente nei successivi scontri con le Forze dell’ordine intervenute a difesa del carcere, e dunque con tutta evidenza, logica e storica, il Bartolini non è stato un “martire vittima” dell’antifascismo, ma soltanto un giovane squadrista, al seguito di un criminale, che è deceduto nello scontro con le Forze dell’ordine durante il compimento di un reato. Per altro, Amerigo Dumini è stato membro di spicco del Partito Nazionale Fascista, nonché il capo della banda che in seguito avrebbe sequestrato e assassinato il deputato socialista Giacomo Matteotti nel 1924.

Riteniamo che sia necessario che l’amministrazione dia un messaggio forte ed immediato di condanna di tali pratiche illegali e provocatorie, purtroppo piuttosto frequenti nel quartiere, soprattutto quando effettuate da organizzazioni comunque presenti nel nostro territorio e aventi oltretutto la pretesa di porsi come interlocutori politici credibili anche presso gli stessi organi istituzionali locali e cittadini, e paradossalmente da questi talvolta di fatto legittimate.

Gli ideali fondativi della nostra Repubblica e della nostra Costituzione, nate dall’antifascismo, non possono e non devono essere in alcun modo negoziabili e/od oggetto di revisionismo di nessun tipo, e pertanto iniziative del genere devono essere considerate non solo inutilmente provocatorie, ma anche e soprattutto offensive nei confronti dei più alti valori della memoria collettiva del nostro paese, della nostra Repubblica e della nostra Costituzione.

Abbiamo quindi chiesto e ottenuto che il Comune censuri duramente quanto avvenuto, adottando provvedimenti sanzionatori qualora siano identificati i responsabili, e che prenda ogni altro provvedimento possibile affinché iniziative del genere non possano ripetersi in futuro. Abbiamo altresì chiesto che si valuti l’inserimento del titolo onorifico “Firenze città di cultura e di democrazia, Medaglia d’oro al Valor militare per la Guerra di Liberazione dal nazifascismo”, corroborato da un breve excursus storico, anche nella prima pagina della rete civica comunale.

Attendiamo adesso fiduciosi che il Sindaco e la Giunta attuino quanto prima le richieste della mozione, approvata con larga maggioranza, e in maniera trasversale, in Consiglio Comunale, con le significative eccezioni di Forza Italia e Fratelli d’Italia che hanno votato contro”.

Pubblicato lunedì, 19 Dicembre 2016 alle 18:27