via spaventa

Grassi e Trombi (Firenze Riparte a Sinistra): “Dopo Quadrifoglio, Publiacqua vessa gli utenti”

“Attaccando il movimento in questo frangente Nardella si dimostra non solo inopportuno ma anche inadeguato”

Sono anni che queste persone aspettano una sistemazione decente e dignitosa: a Firenze sono passati da una struttura all’altra in percorsi fin troppo costosi, visto che sono stati del tutto inefficaci, non garantendo loro né autonomia, né inserimento sociale. Anche questa volta le proposte avanzate riguardavano il solo inverno e non avevano alcuna prospettiva seria: si è voluto far credere che il rifiuto da parte loro fosse dettato solo dalla voglia di stare tutti insieme, problema peraltro superabile facilmente, mentre la realtà è che si proponeva loro una soluzione tampone senza alcuna prospettiva futura.
Attaccando il movimento di lotta per la casa in questo frangente Nardella si dimostra non solo inopportuno ma anche inadeguato: invece di tuonare contro uno Stato che da una parte permette di lucrare su un’accoglienza di pessima qualità, e dall’altra si disinteressa completamente dell’integrazione; invece di riconoscere che il Comune non ha mezzi né risorse per offrire qualcosa di dignitoso a gli oltre cento richiedenti asilo che da anni sono costretti in situazioni degradanti e disumane; invece di adoperarsi per trovare una soluzione rapida, dignitosa ed efficiente, il nostro primo cittadino reagisce in modo scomposto e inopportuno, lanciando invettive contro il movimento di lotta per la casa, colpevole di aver trovato una soluzione illegale, cioè l’occupazione di uno stabile della Chiesa, vuoto e in vendita.
Non è questo il momento di far polemica, non è questo il momento di farsi paladini per la legalità: in questi giorni stare al coperto o all’esterno è una differenza talvolta letale.
Nardella ha una soluzione migliore, praticabile, dignitosa, reale? La proponga. Adesso. Poi, quando i Somali saranno al caldo, potrà sbizzarrirsi in giaculatorie e filippiche contro il movimento di lotta per la casa.
Per quanto ci riguarda, sicuramente fino a quando non perverranno soluzioni alternative, noi stiamo dalla parte dei 102 somali, e di chi ha offerto loro un riparo. Anche se non era di sua proprietà e non aveva titoli per offrirlo.
È inutile nascondersi: la realtà è che con solo un centinaio di individui in più, la capacità di accoglienza per le emergenze dell’intera città metropolitana di Firenze risulterebbe completamente satura. Significa che non riusciremmo ad accogliere nessun altro, per nessuna emergenza. Non solo: le soluzioni consisterebbero in costosi e purtroppo spesso inutili percorsi, che spostano il problema nel tempo, senza prospettive reali di integrazione.
Vista la situazione, crediamo dunque che sia necessario da parte della Chiesa fiorentina, del suo vescovo e della Compagnia di Gesù, di fare un passo avanti e di garantire temporaneamente ai richiedenti asilo di poter restare dove si trovano, eventualmente con l’aiuto del Comune per quanto riguarda la gestione dell’immobile. Non è e non può essere ovviamente una soluzione definitiva, ma almeno non moriranno di freddo. E abbiamo la sensazione che forse nemmeno al Papa dispiacerebbe.
Altrimenti, forte dell’art.42 della nostra Carta Costituzionale, il Comune trovi il coraggio di requisire temporaneamente gli immobili sfitti delle grandi proprietà – e dunque privi di funzione sociale – come abbiamo più volte richiesto e che in città purtroppo o per fortuna non mancano, per usarli in situazioni di emergenza. Esattamente come questa.”

Pubblicato venerdì, 20 Gennaio 2017 alle 13:06