Grassi e Trombi “Modifica dello statuto di Publiacqua: un piccolo, dolce regalo ai nostri soci privati”.

Non è bastato un referendum popolare in cui una maggioranza imponente ha detto che l’acqua è un bene comune: per il PD l’acqua è un bene su cui è giusto poter lucrare. Non solo: se il socio privato fa una richiesta – per carità, più che legittima – i consiglieri comunali del PD si affrettano a soddisfarla, anche quando crea disparità fra i soci privati e quelli pubblici, ovviamente a scapito di questi ultimi.
Nella fattispecie, i privati hanno chiesto di poter togliere, per i consiglieri da loro designati, il limite di tre mandati consecutivi, lasciandolo invece per il socio pubblico. Ci troveremo quindi con amministratori pubblici che si avvicendano, con tutto quel che comporta il passaggio di consegne, mentre la continuità aziendale sarà di fatto demandata ai soli soci privati.
Un bel regalino, poco appariscente, desiderato dal privato, un altro tassello che compone un quadro sempre più preoccupante.
E, da parte dell’amministrazione, l’ennesima abdicazione. Tante piccole rinunce che lentamente preparano la strada alla privatizzazione totale della gestione della risorsa idrica, un bell’affare che facciamo fare ai privati, in barba alla popolazione italiana e alla sua volontà.

Pubblicato lunedì, 6 Luglio 2015 alle 10:30