Giunta Nardella, Grassi: “Il Comune sembra commissariato”

Giunta Nardella, Grassi: “Il Comune sembra commissariato”

Il consigliere: “Nomi deboli, figure ambigue
scelte sulla base di una decisione orchestrata dall’alto”

“E’ un film di cui abbiamo già visto il trailer. immaginato il pessimo finale. Ma che ora entrerà nel vivo: non vogliamo essere spettatori silenziosi di questo brutto spettacolo, un’operazione che ha tutta l’aria di essere un commissariamento politico e tecnico di Palazzo Vecchio. Sembra un’operazione orchestrata e diretta da Roma, firmata Renzi, e portata avanti da figure il cui ruolo e compito è assai ambiguo. Figure che potranno indirizzare non solo l’azione politica del Comune, ma anche quella tecnica”. E’ durissima la critica del consigliere comunale di Firenze riparte a Sinistra Tommaso Grassi che, senza mezzi termini, attacca nel merito e nel metodo la Giunta Nardella.

“E’ una giunta di facciata – esordisce Grassi – molto debole. Mi sarei aspettato scelte più decise, e soprattutto di vedere persone che conoscono bene il territorio e la città”. Grassi non fa sconti a nessuno nel commentare la nuova Giunta alla guida di Firenze voluta da Nardella. “Anche la scelta di partire da San Miniato – incalza – è un’operazione solo d’immagine. Perché non si è deciso di inaugurare (o almeno dire una parola) sulla data in cui verrà aperto il giardino dell’ex campeggio? Quel parco – ricorda – volevamo fosse intitolato a Mario Luzi”.

Grassi poi torna sul tema caldo della Giunta e rincara la dose. “Una città come la nostra – spiega – ha bisogno di un assessore alla cultura che lavori 24 ore su 24 per lo sviluppo artistico e culturale. E’ assurda la decisione di non attribuire una delega specifica alla cultura e di nominare un consigliere speciale il quale sarà protetto politicamente dalla figura del sindaco, ma potrà agire come vorrà nell’ombra”. Così come il bilancio che continuerà, incalza Grassi, ad essere “in mano a Petretto, ex assessore di Renzi. Mentre l’assessore Perra si occuperà di partecipate, trasformandole come è stato già annunciato in imprese da vendere al miglior offerente. Il tutto disinteressandosi dei servizi, della qualità e delle condizioni di lavoro dei dipendenti”.

“Attendiamo impazienti – conclude Grassi ironizzando – di vedere come il neo sindaco saprà gestire la prima importante sfida sull’assetto organizzativo senza poter assumere, come fatto da Renzi, amici e uomini fidati da mettere nei posti chiave della macchina comunale. Personaggi che potrebbero essere funzionali a quello che temo sia il suo obiettivo: presidiare il Palazzo. Ma non potrà farlo di certo con il sostegno di dipendenti comunali che sono stati negli anni umiliati e non valorizzati come meritavano”.

Pubblicato domenica, 8 Giugno 2014 alle 20:23