Futuro dipendenti comunali, politica fallimentare dell’Amministrazione.

L’attacco di Grassi: “Comune inaffidabile e immobile: Non ha trovato soluzioni, ci sono troppe responsabilità politiche”

Pericolo da gennaio, “rischio stipendi decurtati se non viene sospeso l’atto”
 

La risposta sui dipendenti comunali l’abbiamo avuta, certo. Ma non è stata sufficiente, è stata parziale, quasi beffarda. Il Comune ci ha dato una risposta con la quale scarica ogni responsabilità politica del fallimento. Perché di questo si tratta: il fallimento di non essere riuscito a trovare, finora, uno straccio di soluzione”.E’ l’affondo, senza sconti, del capogruppo di Firenze riparte a Sinistra con Fas, Sel e Prc Tommaso Grassi sulla questione dei dipendenti comunali lasciati ancora in bilico, senza nessuna certezza per il futuro.E, soprattutto, con il rischio che dal primo gennaio lo stipendio venga loro decurtato.

Osservando la situazione – spiega Grassi – vediamo ancora la spada di Damocle dell’inchiesta della Corte dei Conti e del Ministero dell’Economia che pende sulla testa degli oltre 5000 dipendenti comunali, in servizio e in pensione, del Comune di Firenze. Quel che è peggio è che dal 1° gennaio, se non si provvede come noi abbiamo richiesto quantomeno a sospendere l’efficacia degli atti, il Comune inizierà a recuperare le somme dalle buste paga dei dipendenti comunali della messa in mora”.

Grassi rincara la dose spiegando che c’è “una lunga lista della spesa di atti di indirizzo che mai hanno trovato un’applicazione positiva negli atti dell’Amministrazione. E ricorda che “lunedì scorso l’intervento in Consiglio comunale dell’Assessore Gianassi” ha evidenziato proprio questo, che “si attribuisce ogni responsabilità ad altri – spiega Grassi – dalla norma nazionale non chiara e sulla quale la richiesta di interpretazione della funzione pubblica non è ancora arrivata, dal parere dei revisori dei conti che ancora non si sono espressi da tre mesi sui progetti speciali, quando invece in altri casi in poco più di mezz’ora hanno espresso il loro orientamento”.

“Non a differenza della Giunta Nardella ci vediamo chiaro – aggiunge senza esitazione – e in questo atteggiamento di eterno rinvio vediamo solo inadeguatezza e incapacità politica nell’affrontare un problema. Ormai il tempo sta per scadere: tra poco più di due mesi siamo davanti agli stipendi decurtati dei lavoratori”.

“Vorremmo vedere dei segnali chiari da parte della nuova Amministrazione – continua ancora Grassi – a partire dalla messa in atto della mozione, approvata dallo scorso Consiglio comunale, che chiedeva il ritiro o almeno la sospensione delle lettere di messa in mora e la difesa dei contratti decentrati in ogni sede. Ogni azione invece sembra regolata con un’ottica miope e di breve periodo”

“Siamo infatti davanti di nuovo a una pletora di assunti a chiamata nelle segreterie politiche di sindaco e assessori – conclude in modo netto il capogruppo d’opposizione – e di incarichi assegnati a dirigenti e direttori, a nuovi e vecchi nomi noti. Adesso crediamo sia il momento di concentrarsi sulla risoluzione della vicenda della messa in mora e della definizione del nuovo contratto di lavoro decentrato che da un anno è ormai scaduto e che da solo ha già ridotto drasticamente le buste paghe dei dipendenti. O la Giunta vuole aspettare di arrivare a Natale senza aver mosso un dito?”.

Pubblicato venerdì, 24 Ottobre 2014 alle 15:28