Fus – Cultura, Grassi (Frs-SI): “Il decreto ministeriale sui contributi potrà cambiare dopo la sentenza del Tar Lazio. A rischio irregolarità anche i bandi della Regione Toscana?”

“Sappiamo bene come il Fus – Fondo Unico per lo Spettacolo è essenziale per la sussistenza di teatro, danza, musica, come per tutte le forme d’arte e cultura in Italia – afferma il Consigliere comunale Tommaso Grassi – Anche se il Consiglio di Stato ha revocato, senza però entrare nel merito, il blocco che era stato imposto dal tribunale amministrativo regionale del Lazio che solo qualche giorno fa aveva annullato il decreto del ministro dei Beni culturali relativo a criteri e modalità di erogazione, liquidazione e anticipazione del Fondo unico per lo spettacolo. Anche in Toscana e a Firenze non possiamo far finta di nulla: tante associazioni vorrebbero sapere quel che ne sarà del loro contributo e altre se potranno contare su nuovi fondi derivanti dalla revisione dei criteri del Ministero”.
“La sentenza del Tar del Lazio che dichiara illegittimo il sistema di valutazione stabilito dall’art. 5 del decreto ministeriale 1 luglio 2014 dà ragione alle tante perplessità espresse dalle realtà escluse o penalizzate dal bando ministeriale e sancisce come la valutazione delle proposte non può prescindere dalla valutazione qualitativa a cui invece, dal Ministero, venivano riservati solo 30 punti su 100. Certo, è importante anche innovare e rompere quel meccanismo che chiude l’accesso a nuove realtà di valore ed è giusto rispetto al passato rivedere il peso dello “storico” come criterio a discapito dell’innovazione. Ma l’adozione di algoritmi hanno penalizzato la qualità dell’offerta culturale e hanno tenuto fuori realtà che da decenni offrivano importanti esperienze di innovazione, promozione e ricerca”.
“E’ quindi importante in questa fase riflettere su quanto fatto col decreto dal Ministero e che potrà cambiare in base anche alle indicazioni che verranno dal Consiglio di Stato. Speriamo che adesso dal Governo non si voglia chiudersi a riccio rifiutando il confronto con le realtà del territorio. Per questo – conclude Tommaso Grassi, capogruppo di Firenze Riparte a Sinistra – chiediamo anche alla Città di Firenze di svolgere un ruolo centrale e ci chiediamo se non converrebbe alla Regione Toscana, i cui bandi scadranno a breve, ripensare alla modalità di premialità e attribuzione dei punteggi, e quindi dei finanziamenti, che sembra assai similare a quella imposta dal Ministro e bocciata dal Tribunale”.

Pubblicato lunedì, 4 Luglio 2016 alle 16:19