Firenze riparte a sinistra fa chiarezza sul documento sulla trasparenza respinto dal Consiglio comunale.

Siamo rimasti profondamente sorpresi dal comunicato stampa del capogruppo di Forza Italia Cellai in merito all’ordine del giorno che abbiamo presentato e che ci è stato bocciato in Consiglio comunale lunedì 19 ottobre. Era un atto tutto politico che nelle nostre intenzioni chiedeva sostanzialmente ai revisori del comune di esprimere un parere tecnico sulle spese di rappresentanza del sindaco Renzi e del sindaco Nardella. Un atto in cui per altro, in narrativa, ci si diceva certi della condotta senza macchia dei nostri sindaci. Una bocciatura che effettivamente ci aveva lasciati sorpresi dal momento in cui anche un avversario storico di Renzi come Cellai aveva votato contro: il suo comunicato stampa ha chiarito e ci ha lasciati ancor più sorpresi.
L’atto votato, infatti, non è l’atto che noi eravamo convinti di aver presentato ed emendato.
Siamo convinti della perfetta buona fede della presidenza e degli uffici, e crediamo che si sia trattato di un problema di gestione e incomprensione, dal quale non vogliamo tirarci fuori. Le letture dei fatti, la nostra e quella degli uffici e della presidenza, ci sembrano tutte egualmente valide. Restiamo comunque perplessi però di fronte alla necessità di avere un parere tecnico da parte degli uffici su un ordine del giorno, un documento politico di carattere generale che mai prima di oggi aveva richiesto un tale passaggio. Passaggio che forse ha contribuito a ingarbugliare l’iter.
Il nostro era e resta un atto politico, con cui chiedevamo trasparenza e rigore in un momento segnato da polemiche e da sfiducia, un sentimento che per altro era assente dal nostro documento: ci preme sottolineare che avremmo votato a favore anche nella forma che è stata poi votata ed emendata, perché in ogni caso crediamo che chiedere ai revisori maggiore attenzione sulle spese di rappresentanza sia un atto di trasparenza, anche se non figurano i nomi di Renzi e Nardella.
Prendiamo atto delle precisazioni del capogruppo Cellai, cui va la nostra comprensione perché, al pari nostro, è comunque rimasto vittima di una situazione caotica e poco chiara – visto che, lo ribadiamo, le versioni ci sembrano tutte legittime – e rileviamo infine come comunque l’atto sia stato poi bocciato e che il voto del solo Cellai non avrebbe in alcun modo spostato gli equilibri – ma questo lo avevamo già detto.
Crediamo che la città di Firenze sia adesso attanagliata da ben altri problemi e ben altre difficoltà, per cui non vogliamo perdere ulteriore tempo su polemiche relative ad un atto che è comunque stato bocciato, e su cui comunque tutti gli attori si sono mossi in buona fede.
Per quanto ci riguarda, la polemica è da chiudere adesso.

Pubblicato giovedì, 22 Ottobre 2015 alle 18:41