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Firenze Card, Grassi: “Aumenta il prezzo. Paghiamo ancora il fallimentare accordo Renzi-Bondi che permette tutto allo Stato.”

Scongiurata l’uscita degli Uffizi nel peggiore dei modi. Non c’erano alternative?

“L’aumento del costo della card dei musei annunciato dal Comune in queste ore – afferma il Capogruppo Tommaso Grassi – dimostra la gestione fallimentare dell’accordo del 2011 tra l’allora sindaco Renzi e il Ministro della Cultura Bondi: ogni onere e rischio economico è sulle spalle del Comune, e lo Stato può permettersi di non perdere neppure un euro anche in caso di rincari, come è accaduto per gli Uffizi. Da parte dell’amministrazione si è cercato di nascondere quello che è la dimostrazione che quell’accordo è stato sottoscritto alla meno dal Comune e che Firenze non è riuscita a strappare un accordo migliore dai successivi e neppure dall’attuale Governo, che ancora è targato Pd.”

“Così la card estesa nella validità fino a 5 giorni risulta aver perso quasi qualsiasi senso, e esclude tutti i turisti che permangono a Firenze per 2 o 3 giorni, che finora hanno con entusiasmo acquistato e usato la card. Tredici euro in più non sono affatto pochi anche perché i musei che vengono visitati dai turisti e che incidono maggiormente sui rimborsi sono sempre i soliti: Uffizi, Accademia, Pitti, complesso Duomo. Sia che si rimanga a Firenze per 3 o 5 giorni questi musei vengono comunque visitati e quindi rimborsati dal Comune. Si tratta di fumo negli occhi anche l’opportunità di rinviare l’utilizzo, entro un anno, dei due giorni aggiuntivi, sia perché di difficile applicazione e programmazione per le famiglie ma sopratutto perché assai costoso, con i 28 euro di suppletivo, ed inoltre pare che non sarà permesso di visitare nuovamente i musei in cui si è già entrati.”

“Certo è una buona notizia che sia stata scongiurata la uscita dalla card degli Uffizi che avrebbe significato l’azzeramento dell’appetibilità della card ma certo crediamo che potessero esserci altri modi per arrivare al risultato di garantire un equilibrio economico-finanziario in pareggio: si sarebbe potuto rivedere l’accordo con il Ministero, oppure gli screzi tra Renzi e Franceschini hanno pesato anche in qui? Oppure si sarebbe potuto rimodulare la card mantenendo una durata di 3 giorni o differenziando le tipologie dei musei inclusi, come da anni proponiamo per aumentare l’offerta. Ma sopratutto, qualora non fosse possibile fare un nuovo accordo, avrebbe avuto un senso modulare la card in base al costo del biglietto tra alta stagione e bassa come prevede da qualche mese gli Uffizi.”

Pubblicato sabato, 5 Maggio 2018 alle 16:35